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VINCENZO CARIDI DIRETTORE VICARIO INPS

Nella prima parte di questa rubrica dedicata al sistema pensionistico ci siamo dedicati specificatamente alla situazione italiana. Gli alti tassi di anziani insieme ai bassissimi tassi di giovani – come abbiamo detto precedetemente – determinano una spesa per le pensioni destinata ad aumentare.

Ma quanto spendono gli altri paesi Europei e siamo davvero messi così male?

I dati Eurostat relativi del 2020 mostrano come l’Italia si posiziona penultima tra i paesi dell’area Euro nella classifica delle spese pensionistiche. Solo la Grecia è messa peggio. Atene addirittura arriva a dedicare alle pensioni il 17,8% del PIL.

Nonostante l’altissima spesa nazionale, ogni giorno leggiamo di pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese, dovendo così lo Stato intervenire attraverso l’erogazione dell’assegno sociale. L’importo dell’assegno sociale, per il 2023, è pari a poco più di cinquecento euro.

Dobbiamo considerare però che le aliquote fiscali, le quali gravano sul reddito pensionistico, sono tra le più elevate a livello internazionale. Ciò consente allo Stato italiano di recuperare una parte della spesa pensionistica: nel 2019, ad esempio, il gettito IRPEF derivante dai redditi pensionistici è stato pari a 57 miliardi di euro.

Se andiamo oltre all’area EURO e guardiamo i dati pubblicati nel rapporto Pensions at a glance (2019), dell’OCSE, questi dati mostrano che, effettivamente, l’Italia è il paese OCSE con la maggior differenza tra spesa per pensioni lorda e netta.

Non è un caso che i dati Eurostat sugli aumenti della spesa pensionistica mostrino che nel periodo tra il 2010 e il 2020 la spesa pensionistica in Italia è cresciuta di oltre il 30%. Ciò in realtà è abbastanza in linea con l’aumento della spesa previdenziale adottato dagli altri stati Europei (la Germania ha visto un +43%), però il nostro problema è che realisticamente le casse pubbliche non potrebbero permetterselo.

Questo sopratutto se guardiamo al futuro: rispetto agli altri paesi non solo la nostra popolazione è tra le più anziane ma la crescita è tra le più basse.

Una cosa, quindi, è certa: se non riusciremo ad aumentare la natalità o la crescita economica attraverso politiche vincenti, mantenere le pensioni a questi livelli sarà presto insostenibile.