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Il Monopoly, il gioco da tavolo che ha affascinato generazioni in ogni angolo del mondo, è molto più di un semplice passatempo. La sua storia epica attraversa oltre un secolo di evoluzione, controversie e adattamenti culturali!

L’incredibile viaggio del Monopoly inizia in un’epoca lontana, nel 1903, quando Elizabeth Magie concepì il gioco “Landlord’s Game” con una finalità educativa: spiegare il land grabbing, cioè l’acquisizione di terre nei paesi in via di sviluppo. Le regole e l’ambientazione erano completamente diverse da quelle che conosciamo oggi, basate sulle filosofie del georgismo, che consideravano la terra come bene comune.

Questa prima versione del Monopoly era animata da uno spirito principalmente didattico, il che spiega in parte il suo iniziale anonimato. L’epopea del Monopoly conobbe una svolta cruciale quando Charles Darrow entrò in scena, apportando modifiche rivoluzionarie alla plancia e alle regole.

In seguito, i diritti del gioco furono acquisiti dalla Parker Bros., che ottenne anche il controllo del “Landlord’s Game,” stabilendo un vero “monopolio” sul gioco. Questo capitolo della storia fu punteggiato da dibattiti accesi sulla paternità del gioco. Nel 1935, il Monopoly fece il suo ingresso in Italia, pubblicato da Editrice Giochi.

Tuttavia, per rispettare le leggi fasciste, il gioco subì alcune modifiche. Le parole straniere vennero italianizzate, e tutte le vie del gioco furono trasformate per abbracciare l’ideologia del regime. Queste alterazioni perdurarono fino al 2009, quando i diritti del gioco vennero acquisiti dalla Hasbro, che riportò in auge il nome “Monopoly” anche in Italia.

Negli anni ’70, il Monopoly superò le barriere ideologiche e culturali, conquistando terreni inaspettati e catturando l’immaginazione di individui in tutto il mondo, persino in luoghi in cui i suoi principi erano in netto contrasto con la realtà politica. In Unione Sovietica, il Monopoly venne bandito come simbolo del capitalismo, ma dopo la fine dell’URSS, il gioco fu tradotto in cirillico e accolto calorosamente.

Un dettaglio affascinante riguarda l’inclusione di una nuova regola nel Monopoly contemporaneo, nota come “Regola 11,” inserita dopo l’acquisizione del gioco da parte della casa editrice statunitense Hasbro. Questa regola stabilisce che la banca del gioco non può mai andare in bancarotta. Anche se sembra che il denaro si esaurisca, i giocatori sono autorizzati a continuare a utilizzare fogli di carta per registrare le transazioni bancarie finché la banca non dispone di abbastanza denaro cartaceo per riprendere le operazioni.

Questa regola, per quanto possa sembrare insolita, riflette una verità incontrovertibile sul funzionamento delle banche nel mondo reale: nel gioco, le banche non possono mai fallire. Il Monopoly rappresenta molto più di un semplice gioco da tavolo. La sua storia avvincente, le polemiche sulla sua origine e le numerose edizioni speciali lo hanno elevato a status di icona culturale, attraversando i secoli e le culture, coinvolgendo milioni di persone in tutto il mondo.

La sua straordinaria capacità di adattamento alle diverse realtà e i suoi riflessi delle sfide e delle dinamiche della nostra società nel corso dei decenni lo rendono non solo un semplice gioco ma anche un’opera d’arte che trascende il tempo, figlio delle vicissitudini storiche.