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AI SAFETY SUMMIT

Si è concluso con una stretta di mano il Summit di Londra dove, martedì 2 novembre al Bletchley Park di
Londra, il Premier Giorgia Meloni e gli altri capi di governo si sono riuniti per discutere di intelligenza artificiale. Il tutto si è concluso con la sottoscrizione degli accordi dell’uso di questa tecnologia.

L’incontro, organizzato dal presidente britannico Rishi Sunak, ha visto la partecipazione di tutti i rappresentanti di numerosi stati, oltre al segretario generale dell’Onu, Guterres. Non sono mancati Kamala Harris, vice presidente degli Stati Uniti; Sam Altman, fondatore di ChatGPT; la presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Lyne ed il capo di Twitter, nonché uomo più ricco al mondo Elon Musk.

Come possiamo immaginare, al centro della discussione ha trovato spazio l’impatto che l’intelligente artificiale può avere – e soprattutto potrà avere – sulle attività lavorative, sulla quotidianità e sui rischi che ne possono derivare. Giorgia Meloni ha sollevato delle possibili criticità che questa nuova tecnologia può determinare. “Possono portare grandi opportunità in molti campi ma anche enormi rischi. Meccanismi decisionali opachi, discriminazioni, intrusioni nella nostra vita privata, fino ad arrivare ad atti criminali, perché gli LLM-Large Language Model potrebbero essere utilizzati per produrre armi, danni biologici a bassa tecnologia, attacchi informatici, facilitare la personalizzazione del phishing”, ha detto il Presidente del Consiglio”.

Inoltre, ha messo in evidenza i possibili danni che l’IA può causare sull’occupazione. Infatti, secondo Meloni “con lo sviluppo di un’intelligenza artificiale senza regole si rischia che sempre più persone non siano necessarie nel mercato del lavoro, con conseguenze pesantissime sull’equa distribuzione della ricchezza”. Il premier, inoltre, ha posto l’attenzione sul possibile ampliarsi della discrepanza tra le classi sociali, sperando che “non crei un divario ancora più grande tra i ricchi e i poveri. Siamo in particolare molto preoccupati per la classe media, perché la verità è che nell’ampliarsi del divario tra ricchezza e povertà la classe media, già oggi in difficoltà, rischia di essere cancellata”.

In conclusione, Meloni sostiene che l’IA sia “la più grande sfida intellettuale, pratica e antropologica di quest’epoca”. Su tutto questo, il premier inglese Sunak, al termine del vertice, ha evidenziato come “i lavoratori devono vedere l’AI come un ausilio, piuttosto che una minaccia”, sottolineando che l’AI ha già creato ad oggi circa 50mila nuovi posti di lavoro.

Molto positiva è la firma che Pechino ha voluto apporre alla Dichiarazione di Bletchley. Non era scontato all’inizio dei lavori che la Cina sottoscrivesse l’accordo raggiunto tra i paesi, anche a causa del già massiccio utilizzo che Pechino fa dell’IA. “Quello raggiunto oggi – ha concluso il premier britannico – è un accordo storico sulla verifica della sicurezza dei nuovi modelli di intelligenza artificiale”.

Siglato l’accordo, segue il problema dell’applicabilità di esso. A tal proposito, Sunak fa sapere che “rendere le cose obbligatorie e promulgare leggi richiede tempo, noi abbiamo bisogno di muoverci più rapidamente di adesso: è importante che i regolamenti siano basati empiricamente, prima di precisare la
regolamentazione formale”.

Ad occuparsene sarà il primo istituto sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale situato in Inghilterra. L’istituto avrà come compito quello di controllare i nuovi tipi di intelligenza artificiale valutandone i maggiori rischi come la possibilità che l’IA possa prendere il sopravvento sull’uomo.