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MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DAL FOGLIO IN FAVORE DI ISRAELE MANIFESTANTI BANDIERE

Nel cinquantesimo anniversario della guerra dello Yon Kippur, come allora Israele è stata attaccata di sorpresa. I numeri sono sempre più terribili: 1400 morti, più di 3000 feriti e 240 ostaggi. Questa è la crudeltà commessa da Hamas nella giornata del 7 ottobre, volta non solo a prendere il controllo di alcune località nel sud del paese, ma soprattutto ad ammazzare più ebrei possibili.

Il governo israeliano tuttavia ha prontamente risposto alla crisi: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dato il via per l’operazione aerea “Spade di ferro” dichiarando che quella scatenata da Hamas è una guerra che Israele non perderà. E così il gabinetto di sicurezza israeliano ha dichiarato formalmente lo stato di guerra, per la prima volta dopo la guerra dello Yom kippur del 1973.

Dopo poco più di 24 ore, come sappiamo Israele ha ripreso il controllo delle città israeliane confinanti con Gaza e, nonostante l’organizzazione terroristica Hamas ha fin dall’inizio minacciato di uccidere gli ostaggi, l’IDF, insieme a tutte le forze israeliane, ha iniziato l’assedio.

La Striscia viene isolata e il 13 ottobre Israele emette un ordine di evacuazione per le comunità del nord, compresa Gaza city. Il 27 Ottobre l’assemblea ONU approva una risoluzione per una tregua umanitaria a Gaza. Israele nel frattempo lancia un’incursione di terra su larga scala nella Striscia.

Lo scopo dell’occupazione è sradicare una volta per tutte Hamas e i suoi leader dall’area, eliminando la minaccia. Ismail Haniyeh, leader indiscusso della Striscia di Gaza, è con molta probabilità in Qatar, da dove una settimana addietro esortava i membri dell’organizzazione a non arrendersi, affermando: “Abbiamo bisogno del sangue di tutti per la rivoluzione”.

Anche gli Stati Uniti si sono attivati, muovendo la portaerei Eisenhower oltre il canale di Suez per posizionarsi nel Mar Rosso. La missione rappresenta una prova di forza degli Stati Uniti, ma soprattutto un atto di deterrenza nei confronti dell’Iran. L’obiettivo è scongiurare un’escalation in Medio Oriente. Teheran ha risposto pubblicando le immagini della nave, ripresa da un drone spia Iraniano, sottintendendo come “stiano osservando” gli americani.

Non sappiamo quali siano le prossime mosse di Hamas o dei suoi sostenitori, ma una cosa è certa, cioè l’equilibrio deve essere riportato il più presto possibile in Medio Oriente. Questo è un problema che forse doveva essere affrontato negli anni passati e che ora ha bussato alla porta più forte. Un equilibrio che deve far rima con l’esistenza e la sicurezza di Israele.