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Il vino in Italia, una sinfonia di passione e tradizione che scorre attraverso le generazioni, è molto più di un semplice prodotto del Made in Italy; è il collante sociale che coinvolge quasi il 90% degli italiani. L’indagine “Mercato Italia – Gli italiani e il vino”, condotta da Vinitaly con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, dipinge un ritratto appassionato dell’amore degli italiani per il vino, presentando un’analisi dettagliata dell’approccio al vino e dello stato di salute del mercato interno in questo paese, il primo produttore di vino al mondo. Nonostante una riduzione del 26% nei volumi consumati rispetto a vent’anni fa, gli italiani bevono in modo più responsabile. La media è di 2-4 bicchieri a settimana, principalmente consumati in casa (67%), con i baby boomers (55-73 anni) che guidano il consumo (93%). I millennials (18-38 anni) mostrano un entusiasmo significativo, con un impressionante tasso di penetrazione dell’84%.

Il mercato del vino, nonostante la riduzione nei volumi, mantiene una robusta vitalità, generando un valore al consumo stimato di 14,3 miliardi di euro (dato 2018). Per la maggior parte degli intervistati, il vino rappresenta tradizione, eleganza e cultura, contrapponendosi ai superalcolici associati a divertimento e monotonia, e alla birra, con la quale prevale l’associazione con l’amicizia e la quotidianità. Il vino rosso rimane il protagonista nelle tavole italiane, ma le preferenze variano lungo la Penisola, riflettendo le diverse abitudini di consumo e le peculiarità delle diverse regioni viticole.

Il rapporto tra gli italiani e il vino è edonistico, concentrato sulla soddisfazione dei sensi più che sulla conoscenza, con solo un quarto dei consumatori che si dichiara in grado di riconoscere ciò che sta bevendo. Tra i criteri di scelta, il territorio di produzione prevale su denominazione e vitigno, rappresentando il 61% delle risposte e superando in importanza prezzo, brand aziendale, consigli di sommelier e caratteristiche green. Nel prossimo biennio, gli italiani prevedono una crescita di interesse per vini autoctoni (28%), biologici (19%), vini veneti, piemontesi, toscani, pugliesi e siciliani, e vini leggeri, facili da bere e da mixare.

Il vino non è solo nel bicchiere ma anche in viaggio, con il 23% degli italiani che ha fatto una vacanza o un’escursione in una regione vinicola, dimostrando una profonda connessione tra il nettare degli dei e il paesaggio circostante. Lo spritz si conferma il re del fuori casa (e dell’aperitivo), diventando un rito di iniziazione al vino per i palati più giovani. L’Italia del vino si mostra abbastanza uniforme nelle abitudini al consumo, con una lieve prevalenza al Nord, dove si concentra una maggior conoscenza del prodotto. In Lombardia e Veneto, il consumo di spritz vola (attorno al 40% nel fuori casa) e cresce la propensione alla vacanza enoturistica, in particolare a Milano (36%).

Il quadro dipinto dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor conferma un’Italia del vino radicata nella tradizione ma aperta alle nuove tendenze, pronta a esplorare nuovi territori e varietà, rimanendo saldamente ancorata alla passione che da sempre caratterizza il rapporto degli italiani con il nettare degli dei.