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ELLY SCHLEIN SEGRETARIA PARTITO DEMOCRATICO

Sabato 11 novembre, Roma. Questo è il giorno in cui a Piazza del popolo si è tenuta la manifestazione del Partito Democratico organizzata da Elly Schlein, con la partecipazione di Giuseppe Conte e una delegazione del Movimento 5 Stelle, insieme a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs… la crème de la crème!

La manifestazione ha voluto essere contro la manovra economica, contro la riforma costituzionale voluta dal governo, contro la guerra al terrorismo, a favore dei diritti LGBTQ+, del clima e della pace. Insomma, un grande e classico calderone “alla PD”. Contro tutto e tutti, a favore di tutto e di tutti.

Qual’è il filo conduttore che tiene unite tutte queste lotte?

Impossibile rispondere seriamente a questa domanda. Elly Schlein prova a dare una risposta a questa nostra domanda, dicendo che “abbiamo lanciato la manifestazione con lo slogan “per un futuro più giusto” per le persone e per il pianeta. Quello che tiene insieme tutto è l’idea di eguaglianza e la difesa dei più deboli”. Sembra invece che l’obiettivo fosse quello di inserire quanti più temi possibile nella speranza di portare più gente in piazza (dalla pace in Palestina fino ad arrivare ai diritti LGBTQ+). Elly Schlein si è vantata del risultato ottenuto, sostenendo di essere aver portato in piazza 50 mila persone.

Parole purtroppo smentite dai fatti. 

La verità è che queste stime sono state fatte dai democratici e, solo guardando le immagini che circolano in rete o sui social network in queste ore, ci si può facilmente rendere conto di come questi numeri siano stati ingigantiti. Che si sia voluto mentire per cercare di trasformare una sconfitta in vittoria? Quel che è certo è che il sostegno degli iscritti non è stato quello atteso e la strategia adottata non ha funzionato

Ma questa non è stata l’unica bugia della giornata.

Mentre la Schlein si prestava a salire sul palco per dare inizio allo spettacolo, oltre 150 volontari del suo partito avevano il compito di controllare vessilli e bandiere, impedendo di portare simboli diversi da quelli del PD e della Pace in Piazza del popolo. Ma se è anche per la pace e per un “futuro più giusto” che stavano manifestando, allora perché escludere le bandiere di Israele e Palestina?

Qualcuno non ci sta e sfida questa imposizione: alcuni manifestanti con la kefiah sono riusciti ad entrare in piazza, eludendo il servizio addetto alla sicurezza, sventolando due bandiere della Palestina. In una democrazia è inaccettabile impedire alle persone di esprimere le proprie opinioni e di manifestare per quello in cui credono, soprattutto è da ipocriti affermare di volere la pace per poi impedire di scendere in campo a chi la sostiene.