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Si, direte che ormai è ben conosciuta l’anti-italianità del PD. Ne abbiamo una conferma in questi ultimissimi giorni con l’appoggio – con tanto di video di Elly Schlein – del Pd a Frans Timemrmans, candidato di una coalizione verde-socialdemocratica – GreenLeft/GroenLinks e Labour/ Partito del Lavoro (PvdA).

Forse siamo noi che poniamo troppe speranze in un cambiamento. Nessun problema ad essere di sinistra – è normale che in un paese ci sono due fazioni, destra e sinistra appunto, ci mancherebbe – ma – ci azzardiamo a dire – è biologicamente sbagliato essere contro gli interessi del proprio paese. E supportare Frans Timmermans, candidato all’elezioni olandese, significa supportare chi – con le proprie proposte politiche ideologiche sull’ambiente – ha proposto un’agenda politica in chiara contrapposizione con gli interessi dell’Italia.

Timmermans, infatti, è stato Commissario europeo per il clima, nonchè Vicepresidente della Commissione per il Green Deal. Negli ultimi anni il comportamento della Commissione europea in campo ambientale è stato ideologicamente fanatico, o fanaticamente ideologico… vedete voi. E Timmermans è sempre stato il promotore di tutte queste iniziative. Un breve elenco che, quando lo leggerete, dovrete prestare attenzione alla tazzina di caffè al vostro fianco (e di questi temi ne abbiamo parlato): la proposta “case green” che avrebbe implicato un costo pari a mille milardi; lo stop all’auto a benzina e diesel entro il 2035; il programma “Fit for 55” che tra le sue misure prevede la riduzione dell’emissioni di gas serra del 55% rispetto i livello del 1990 e la carbon neutrality entro il 2050.

Cosa dire… Elly Schlein ha trovato addirittura il coraggio di sostenere una persona che negli anni ha mostrato – in qualità di commissario per il clima – un totale disinteresse e menefreghismo nei confronti degli interessi italiani, più in generale dei cittadini meno abbienti, che proprio i socialdemocratici dicevano storicamente di voler tutelare.

Siamo tutti per l’ambiente, ma tutelare la natura non può significare ridurre drasticamente lo sviluppo economico e industriale dell’Europa, mentre tanti altri paesi se ne fregano e continuano a crescere.