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Si è tenuta ieri la presentazione del libro “La stella e lo scettro” del Professor Emmanuel Navon, edito dalla Giubilei Regnani, nella sede di ConfEdilizia. In seguito alle presentazioni del libro a Milano e Torino, è stato il turno di Roma ospitare il professore di Diplomazia, sicurezza e strategia all’Università di Tel Aviv, nonchè presidente della Fondazione ELNET.

Il padrone di casa, Giorgio Spaziani Testa, ha salutato i presenti e introdotto i relatori della serata. La parola è passata poi a Roberta Annati, la presidente di ELNET Italia. “Un coronamento degli sforzi che da trent’anni compio per rafforzare le relazioni tra due paesi complementari per natura, Israele e l’Italia”, sono le parole della parola di Roberta Annati, intervenuta dopo la presentazione delle sue attività curata dal direttore di Nazione Futura, Pasquale Ferraro. L’obiettivo di ELNET Italia è quello di “far conoscere Israele ai rappresentanti politici italiani, che come i parlamentari di altre nazioni europee conoscono ben poco il popolo israeliano”, ha concluso la presidente di ELNET Italia.

A parlare insieme all’autore c’era anche il direttore di FOR – Fondazione Ottimisti & Razionali – Michele Vitiello, che ha sottolineato le incoerenze di chi in queste settimane attacca Israele, da Greta Thumberg – che non coglie l’importante lavoro di riduzione dell’emissioni compiuto dallo stato di Israele – agli oltre quattro mila professori italiani che hanno firmato una lettera al Minsitero con la richiesta di boicottare Israele. Francesco Giubilei, editore del libro “La stella e lo scettro”, ha poi testimoniato la sua esperienza in Israele, avvenuta pochi giorni dopo l’attacco terroristico perpetrato da Hamas, raccontando come l’opinione pubblica – dopo i primi giorni di commozione e vicinanza generale allo stato di Israele – ha subito voltato le spalle al popolo ebraico.

Prima dell’intervento dell’autore del libro, ha preso parole il professore di Storia delle istituzione della LUISS Guido Carli, Lorenzo Castellani. “La situazione in Europa nei confronti di Israele, e soprattutto nei confronti di quello che è avvenuto il 7 ottobre, è molto grave. Anzi, tanti il 7 ottobre sono stati in silenzio e l’8 poi erano a fare le manifestazioni pro-Palestina”, ha sottolineato il professore Castellani. “Le piazze occidentali si sono mostrate anti-israeliane quasi più delle piazze arabe” e con questo possiamo dire che il livello più basso dell’occidente è stato toccato.

Infine, l’autore del libro ha fatto un resoconto di quelle che sono state le strategie della diplomazia israeliana prima della fondazione di Israele e dopo essa. Uno stato, quello di Israele, che, come dice l’autore in conclusione del libro, non vivrà in pace solo con la stella, quindi con la protezione di Dio, ma anche con la spada, quindi con la garanzia di sicurezza nazionale.

Far aprire gli occhi sulle cause della guerra tra Israele e Hamas é l’obiettivo dello scritto di Emmanuel Navon. Aprire gli occhi realmente, però, significa accettare anche una reazione dura da parte di Israele. Quello che in Europa non è stato ben inteso da tutti è che il popolo ebraico è stato vittima di un attentato terroristico pari a quello dell’11 di settembre per gli statunitensi. 

Nel caso sopra citato tutto l’occidente capi la necessità di reagire, anche in maniera dura e forte. Ora no. C’è forse dietro un terribile pregiudizio?