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La saga dei Blue Jeans è una narrazione epica che parte da Genova nel XV secolo, quando i marinai e i lavoratori del porto maneggiavano merci sporche, trovando nel fustagno, un tessuto blu prodotto nell’entroterra piemontese, la soluzione per indumenti resistenti.

L’origine di questo tessuto blu risiede nell’indaco, una tinta estratta dall’indacofera, una pianta asiatica coltivata in Europa. Il fustagno, inizialmente bianco, veniva colorato con questa tintura blu, diventando la “tela Genova”. I marinai genovesi lo utilizzavano per i sacchi delle vele e per coprire le merci nel porto, creando la denominazione “blu di Genova”, poi tradotto in francese come “bleu de Gênes” e in inglese come “blue jeans”.

Ma la vera rivoluzione avviene oltre l’Atlantico con Levi Strauss, imprenditore tessile tedesco, che nel 1853 lasciò la Germania per stabilirsi negli Stati Uniti. Strauss, già abile venditore, trasformò la sua merce residua, destinata ai tendoni dei carri, in robusti pantaloni. Con l’avvento della corsa all’oro in California, Strauss, convinto che la California sarebbe stata un grande affare per la sua azienda, fondò la Levi Strauss and Company a San Francisco.

All’inizio, i pantaloni erano indumenti robusti per i minatori, ma Strauss, sensibile alle esigenze dei lavoratori, importò il Denim dall’Europa, specificamente da Nîmes in Francia. Questo tessuto, fatto di cotone resistente e confortevole, noto per la tintura indaco, diventò la base per i famosi jeans.

L’introduzione dei jeans si estese rapidamente: dai cercatori d’oro ai cowboy del Far West, diventando simbolo di resistenza e praticità. Il secondo passo verso il successo fu compiuto da Jacob Davis, sarto nel Nevada, che trovò una soluzione alle tasche dei pantaloni che si strappavano. Applicò rivetti di rame alle cuciture, rinforzando i punti critici delle tasche.

La collaborazione con Strauss portò i due, nel maggio 1873, ad ottennere il brevetto per questa rivoluzionaria innovazione e nel 1886 marchiarono i pantaloni con l’etichetta in pelle, iconica dei Blue Jeans. Ma il loro retaggio va oltre: Giuseppe Garibaldi, eroe italiano, durante la spedizione dei Mille nel 1860, indossava i blue jeans, conservati ancora oggi nel museo centrale del Risorgimento a Roma, testimoniando la loro storia.

Questi “pantaloni blu di Genova”, con le loro radici profonde e la loro evoluzione lungo i secoli, sono diventati più di un semplice indumento; rappresentano l’inventiva italiana e il connubio di storia e moda. Dai camalli di Genova ai cercatori d’oro californiani, dai cowboy del Far West ai ribelli del cinema, i Blue Jeans hanno attraversato secoli, continenti e culture, rimanendo un’icona senza tempo di resistenza, comodità e stile, unendo due mondi distanti in un capolavoro indimenticabile della moda e dell’ingegno umano.