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«Accordo difficile ma giusto. Non ci fermeremo fino a quando torneranno tutti e fino alla eliminazione di Hamas», è così che Il presidente israeliano, Benjamin Netanyahu, si è espresso sull’accordo riguardante la liberazione degli ostaggi da parte di Hamas.

In questi giorni la trattativa Israele-Hamas ha decisamente preso piede: cinquanta saranno gli ostaggi liberati. In cambio, Israele scarcererà 150 detenuti palestinesi. Le fasi si sarebbero dovute finalizzare il 23/11, ma dal momento che Hamas non ha fatto sapere chi avrebbe liberato, l’accordo è slittato al giorno successivo. Quando, come pattuito, sono stati liberati i primi 24 ostaggi dopo 49 giorni di prigionia: si tratta di 13 israeliani, 10 thailandesi e un filippino. D’altra parte Israele ha rilasciato 39 palestinesi.

Inoltre è scattato anche il cessate il fuoco, che prevede lo stop ai bombardamenti sulla striscia di Gaza. Il presidente degli USA, Joe Biden sull’accordo si esprime fiducioso: “Questo è solo l’inizio, ci aspettiamo che altri ostaggi vengano rilasciati presto”. Nonostante la temporanea tregua, i toni non si placano. Infatti, nella giornata del 25 novembre, il rilascio del secondo gruppo di ostaggi è stato ritardato dopo un intoppo che ha rischiato di far saltare completamente gli accordi.

Più precisamente, Hamas accusa Israele di non aver rispettato gli accordi di tregua: “Israele non si impegna a fornire aiuti al nord di Gaza. Ha anche aperto il fuoco sui soldati in diverse località, provocando la morte di due persone”, ha detto il consigliere del capo dell’ufficio politico del gruppo palestinese, Taher al-Nunu. A fare da paciere un’altra volta ci hanno pensato i mediatori del Qatar, che, dopo aver risolto tutti gli ostacoli, ha annunciato la liberazione di altri 13 ostaggi israeliani, 5 donne e 8 bambini; e 4 stranieri.

Dalla parte israeliana l’impegno, come comunicato dal portavoce del ministero degli esteri del Qatar, Majed al-Ansari, di scarcerare 39 palestinesi. Ieri, c’è stata l’ennesimo scambio che ha visto la liberazione di 17 nuovi ostaggi israeliani, tra cui 9 bambini; sempre in cambio di altri 39 palestinesi.Visti i risultati che stanno portando gli accordi, Netanyahu sembrerebbe disponibile al prolungamento di essi: “Abbiamo portato a casa un altro gruppo di ostaggi, donne e bambini, e io sono commosso nel profondo del cuore, tutta la nazione è commossa, quando vedo le famiglie riunite”, annunciando anche un nuovo piano di intesa che prevede la liberazione di 10 ostaggi per ogni giorno ulteriore di tregua.

Nonostante gli ottimi riscontri, l’accordo preso sugli ostaggi non placa minimamente quelle che sono le intenzioni di Netanyahu, che malgrado l’attuale interruzione del conflitto, fa sapere che porterà avanti la guerra con l’obbiettivo di radere al suolo definitivamente Hamas: “Alla fine dell’accordo, noi ritorneremo alla piena forza per raggiungere i nostri obiettivi: distruggere Hamas, assicurare che Gaza non ritorni a quello che era e naturalmente liberare tutti gli ostaggi. Sono sicuro che avremo successo in questa missione, perché non abbiamo altra scelta”.