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GIAMPIERO MASSOLO, PRESIDENTE, ISPI

Triste la sconfitta di Roma, che si classifica al terzo posto con 17 voti rimanendo fuori dall’Expo 2030. Sul podio, invece, Riad, che stravince con 117 voti, mentre al secondo posto segue Busan, con 29 voti.

Non era previsto un risultato simile. Vergognoso e disastroso l’esito del primo turno delle votazioni per assegnare la sede di Expo2030. Una figuraccia che pesa e dà adito a polemiche di ogni genere, diventando motivo di accuse tra opposizione e Governo. Una grande delusione quella del presidente del Comitato Expo, l’ambasciatore Giampiero Massolo, che si è lasciato andare anche a parole non proprio leggere nei confronti dei partner della comunità internazionale.

La capitale italiana si è classificata terza con soli diciassette voti. Non si tratta, però, di una grande sorpresa: fino al governo Meloni la politica estera non è stata sicuramente al centro delle politiche governative, vedendo anche il livello dei personaggi che ne erano a capo(leggasi Giggino Di Maio). che però non sorprendono, poichè il frutto di anni di ‘’lavoro’’ della sinistra e della considerazione dell’Italia che un ministro degli Esteri come Di Maio, è riuscito a costruire.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta così la vittoria di Riad sul social X: ‘’Congratulazioni all’Arabia Saudita ed al ministro Faisal bin Farhan Al Saud per l’assegnazione dell’Expo 2030 a Riad. Con la candidatura di Roma abbiamo promosso nel mondo l’Italia. Presenteremo con orgoglio il Made in Italy nel nostro padiglione a Riad come ad Osaka nel 2025’’.

Anche la reazione di Gualtieri non tarda ad arrivare. Il sindaco di Roma si discolpa e risponde così alle polemiche: “Non è il caso adesso di fare polemiche, Riad ha dilagato e non è il caso di ulteriori considerazioni su questo”. “Obiettivamente – ha continuato Gualtieri – con queste regole del gioco e con il peso che possono avere le relazioni bilaterali, è difficile immaginare una situazione preparatoria diversa, è una scelta che dobbiamo rispettare’’, ha concluso.

Molto più velenoso il commento del presidente del Comitato promotore, l’ambasciatore Giampiero Massolo, che inneggia al complotto. “Se questo è quello che sceglie, a stragrande maggioranza, la comunità internazionale, significa che la scelta va al metodo transazionale, non transnazionale. Vale il principio dell’interesse immediato, vale il principio della deriva mercantile”.

Un risultato davvero deludente quello italiano anche in termini economici. Secondo le stime contenute nel dossier di candidatura di Roma, EXPO sarebbe valso per la Capitale 50,6 miliardi di euro, con la creazione di 11mila nuove aziende e 300mila posti di lavoro.

Il Presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo, in una nota sottolinea la gravità della vicenda: “Siamo fortemente delusi da questo risultato. Da un’analisi di Confartigianato Roma, risultavano interessate ad Expo circa 15 mila piccole imprese di Roma e Lazio in settori come edilizia, manifatturiero, riparazioni, servizi alle persone, trasporto, servizi alle imprese e la ricaduta positiva ci sarebbe stata anche sulla costituzione di nuove imprese e sull’aumento del personale. Si stimavano 11mila nuove imprese, con 3,32 miliardi di valore aggiunto e 5,5 miliardi di euro di valore degli investimenti esteri incrementali’’.

Un brutto colpo, quindi, per il sistema economico italiano. Grazie a Expo avremmo raccontato come passato e presente, nonchè il futuro, possano coniugarsi tra loro nella città – non ce ne vogliano i sauditi – più bella del mondo.