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La scorsa settimana il Parlamento dell’Unione Europea ha approvato una proposta di modifica dei
trattati fondativi dell’Unione. La proposta di modifica è passata con i voti di quasi tutta l’ala della
maggioranza anche se una parte del partito PPE si è divisa.

La proposta attuale di modifica vorrebbe aumentare le facoltà dell’UE di operare a discapito della
sovranità statale e, inoltre, cercherebbe di controbilanciare i poteri dell’UE dando più voce ai
cittadini. Scendendo nel particolare, la proposta prevede un sistema, che potrebbe sembrare
bicamerale, in modo tale da evitare situazioni di stallo, attraverso il voto a maggioranza qualificata
e l’uso della procedura legislativa ordinaria; il riconoscimento al Parlamento di un pieno diritto di
iniziativa legislativa e del ruolo di colegislatore per il bilancio a lungo termine e una revisione delle
norme sulla composizione della Commissione. Con l’approvazione del testo il presidente del Parlamento Europeo dovrà notificare al Consiglio Ue la richiesta di presentare immediatamente e senza alcuna deliberazione al Consiglio europeo le proposte.

Purtroppo questa proposta non risulta solo dannosa ma è anche frutto dell’ennesima trovata di una
sinistra che fa fatica a comprendere come affidarsi solo ai burocrati sia la scelta peggiore. La riprova
la possiamo tranquillamente avere con i ripetuti governi cosiddetti tecnici di cui si sfoggia spesso il
nostro paese e che servono ben poco agli scopi; soprattuto si pensa che i burocrati abbiano sempre
la bacchetta magica, ma non è così. Anche loro sbagliano, ma quando lo fanno le responsabilità sono solo a carico dei cittadini e mai di quelli che li hanno voluti al comando. Quindi oltre al danno, la beffa.

L’unica cosa positiva di questa proposta è il ruolo di colegislatore che si vorrebbe dare al Parlamento per il bilancio. Questo sarebbe un’enorme vantaggio per i cittadini in quanto si vedrebbe riconosciuto un peso maggiore ai deputati eletti da tutti noi che finalmente potranno accettare o modificare le previsioni di spesa che ora a discreta decisione della commissione.

Perché ritengo questa proposta una cosa negativa.

Rafforzare le competenze della commissione lasciando il sistema immutato renderebbe il sistema
sempre meno agevole. Il mantenimento di un impianto ibrido ha raggiunto ormai la completa inutilità e inefficienza visibile a chiunque, in tutti quei problemi e situazioni che dal covid in poi si sono insinuate nelle nostre vite. Veramente vogliamo andare nella direzione di aumentare le competenze dei decisori europei non eletti a discapito delle competenze nazionali senza fare un sistema veramente democratico che coinvolge l’intera cittadinanza europea?

Se davvero vogliamo un Unione Europea più democratica, come molti politici ci riempiono ogni
giorno la testa, sarebbe ora di cambiare del tutto questo sistema che di democratico ha ben poco e
pensare a una vera e completa federazione europea dove tutti gli interessi sono rappresentati e nel
quale ogni stato può svilupparsi cercando una propria direzione di sviluppo senza andare ad imitare
gli altri stati che vengono considerati, soprattutto da alcuni nostri politici, come dei campioni da cui
prendere spunto senza capire che ogni nazione ha le proprie caratteristiche e la propria storia alle
spalle che potrebbe portare un giovamento maggiore rispetto all’emulazione.