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Mentre in Ucraina si chiede l’abolizione del servizio militare a tempo indeterminato, lo scorso venerdì il
presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per aumentare le dimensioni massime dell’esercito russo di circa il 15 per cento.

Così 170.000 soldati saranno aggiunti all’esercito regolare russo attraverso reclutamenti volontari e non
con una coscrizione obbligatoria, ottenendo così 1,3 milioni di soldati professionisti e un totale di 2,2 milioni di unità complessive del personale militare russo. Una scelta motivata dal Ministero della difesa della Russia dalle “crescenti minacce al paese associate alla conduzione di un’operazione militare speciale e alla continua espansione della NATO”.

È stato inoltre sottolineato dallo stesso Ministero che non è prevista alcuna mobilitazione in relazione a questo decreto; tuttavia si ritiene che in più di un anno e mezzo di guerra in Ucraina, la Russia abbia subito numerose perdite anche se al riguardo, entrambe le parti non hanno pubblicato cifre ufficiali. Sul campo, la situazione sembra essere in stallo e l’arrivo dell’inverno sta penalizzando lo svolgimento delle operazioni militari; pertanto Zelensky ha deciso di rafforzare le linee difensive, soprattutto nella zona orientale dove le truppe russe stanno conducendo diversi attacchi in particolare nell’area di Avdiivka, contesa da diversi mesi.

L’Ucraina invece cerca di colpire la Russia in profondità. Sono infatti frequenti le azioni di sabotaggio all’interno dei confini russi, come l’esplosione nel tunnel di Severomuysky, una delle principali vie di comunicazione tra Russia e Cina. L’attacco oltre a essere stato rivendicato da alcune fonti vicine Kiev, sarebbe stato ideato dal Servizio di sicurezza ucraino (SBU) che durante il conflitto si è spesso distinto per questi attacchi clamorosi nel territorio russo.

Chiaramente le incursioni oltre confine sono utili per abbassare il morale della popolazione russa e secondo un sondaggio pubblicato da Chronicles, un’organizzazione indipendente, il numero di russi favorevoli alla guerra in Ucraina si sarebbe notevolmente ridotto dallo scorso febbraio a oggi, con il conseguente aumento di episodi depressivi causati dal conflitto. Ma anche la situazione in Ucraina non è delle più floride. Il fallimento della controffensiva ucraina e le recenti accuse di autoritarismo nei confronti di Zelensky stanno contribuendo al deterioramento dell’unità nazionale, motivo che in questi 22 mesi di guerra ha permesso all’Ucraina di resistere al gigante russo.

Considerando che la spesa per la Difesa russa è destinata ad aumentare del 68% nel prossimo anno, con un investimento di oltre 100 miliardi di euro e l’incertezza dell’Occidente nel continuare a sostenere l’Ucraina, è sempre più difficile una possibile svolta del conflitto a favore di Kiev.

Non stupisce, infatti, che anche lo stesso Ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba abbia fatto di recente alcune dichiarazioni che lasciano intravedere un possibile spiraglio di pace; è dunque il momento che l’Unione Europea faccia la sua parte, favorendo le condizioni per una seria ed efficace soluzione diplomatica e diventando così non più un semplice esecutore ma un protagonista a livello internazionale.