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GRUPPO EDITORIALE GEDI

Chissà come mai siamo tra i pochi a parlare di questa notizia molto sconcertante, e a tratti quasi esilarante e incredibile. Dopo tutti i casi di licenziamenti e cambi di sedi del gruppo FIAT, ecco che ancora una volta la mela non cade mai lontano dall’albero. Ovviamente nessuno ne parla perché sappiamo come vanno le cose nel nostro paese, ma per fortuna qualcuno c’è, come noi, che racconta tutti i fatti senza distinzione.

Parliamo della truffa ai danni dell’INPS per prepensionamenti irregolari del gruppo Gedi che fa capo alla famiglia Agnelli. Ieri il gip Andrea Fanelli del tribunale di Roma durante l’udienza pubblica ha rigettato l’istanza di patteggiamento di due imputati eccellenti. Istanza che, invece, era stata approvata dal
procuratore aggiunto Paolo Ielo e dalla pm Claudia Terracina. Nessuna stampa nazionale ha parlato
dello scandalo che coinvolge 100 indagati e una holding che ha al suo interno alcuni dei grandi
quotidiani italiani.

Ieri il giudice ha ritenuto che il patteggiamento approvato di due degli indagati prevedesse delle condanne troppo miti per il reato commesso che è di proporzioni enormi. La pena prevedeva la condanna a 5 mesi e dieci giorni con pena sospesa. Con una truffa milionaria ai danni dell’inps e dei cittadini, si è ritenuto che il pagamento di 122.000 euro e il risarcimento di 16 milioni fosse troppo poco in seguito alla valutazione della Guardia di Finanza. In seguito a una verifica iniziale, la GdF ha stabilito un’ammontare di quasi 40 milioni di profitti ottenuto dal gruppo GEDI.

Per fortuna la beffa non si è concretizzata e il processo andrà avanti. Attendiamo i prossimi passi della giustizia e sperando che se saranno colpevoli, pagheranno quello che è giusto che paghino. D’altronde la legge è uguale per tutti. Anche se, forse, molti non lo sanno.