Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

CARLO NORDIO - MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

L’attuale maggioranza politica, dagli albori dei loro programmi sin ai primi giorni di governo, mette in primo piano i temi della sicurezza, difesa e della giustizia. La casa dei sondaggi YouTrend ha chiesto agli italiani il loro stato d’animo in materia di giustizia: la risposta è che gli italiani vogliono una riforma della giustizia.

In tale direzione, i numeri parlano chiaro: il 72% degli italiani considera prioritaria l’attuazione di una riforma della giustizia; il 52% la considera una tematica importante in seguito agli sviluppi di altri settori; il 20% la ritiene una priorità assoluta, insomma, una vera e propria emergenza, che, risolta, può rendere migliore la qualità di vita dei cittadini. Solo l’8% non la considera nella sua rilevanza tra le priorità.

L’elettorato che ha influenzato in positivo l’analisi sondaggistica proviene dal centrodestra: il 33% dagli elettori di Fratelli d’Italia e il 27% dal resto della coalizione. In media, uno su tre mette il tema della sicurezza al primo posto sul podio delle priorità. Non a caso, il ventaglio politico degli elettori di centrodestra, in forma eterogenea da Nord a Sud, ha orientato le loro preferenze di voto nelle scorse elezioni anche a favore di pareri più rigidi esposti dalla destra sul tema “giustizia”. 

Secondo i sondaggi di Demopolis, il 53% degli italiani ha votato Giorgia Meloni proprio per la sua politica di maggiore attenzione a queste tematiche. A sinistra le necessità sono diverse. Il 30% degli elettori del Partito Democratico e il 45% del Movimento5Stelle sottovalutano tale emergenza.

Se entriamo più nel vivo delle questioni afferenti alla giustizia, il 65% degli italiani approva la separazione delle carriere all’interno della riforma (81% elettori di FdI, 78% Cdx, 68% M5S, 60% PD). Ma non tutti gli argomenti di dibattito inseriti nella riforma raccolgono lo stesso successo, infatti in generale l’approvazione è inferiore al 50%, ma nello specifico: il 49% approva per la misura cautelare delle carceri; l’introduzione della collegialità del giudice; il 45% è a favore di una rimodulazione del concorso esterno in associazione mafiosa; il 39% approva l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento da parte dei pm; il 29% a favore dell’abolizione del reato di abuso d’ ufficio. 

In generale, il 65% dell’elettorato vuole un sistema di giudizio più rigiro nei confronti dell’operato dei magistrati, in percentuale:  l’84% di FdI, 82% Cdx, 57% PD, 55% M5S.

Per contrastare gli eventi di abuso di potere che possono verificarsi tra i magistrati, il 42% degli italiani ritiene necessario che a valutare l’operato della magistratura vi sia da parte del Consiglio Superiore della Magistratura la nomina di una commissione ad hoc. Per questa idea si schierano nettamente a favore gli elettori dell’opposizione (65% PD, 57% 5 Stelle); il 18% degli elettori in generale vedrebbe più indicata la nomina direttamente dal Ministero della Giustizia; il 17% dal Parlamento

Il Ministro Nordio, quindi, ha chiaro che non sono solo gli elettori di centrodestra a chiedere una riforma della giustizia a 360 gradi, ma una larga fetta del Paese. La fetta liberale, garantista e stanca degli errori giudiziari che sono conseguenza dell’inciucio tra politica e magistratura. Forza Nordio, forza Ministro, siamo con te!