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SUMMIT UNIONE EUROPEA-CINA TAVOLA ROTONDA

La scorsa settimana a Pechino si è svolto un’incontro tra il presidente Xi Jinping e le massime autorità dell’UE, Ursula von der Leyen e Charles Michel, a margine di una serie di incontri bilaterali per rafforzare
la partnership tra le due potenze.

A quanto appreso dalla stampa cinese, il presidente Xi ha sollecitato un lavoro congiunto tra le parti per arrivare a una maggior fiducia che porterebbe una cooperazione vantaggiosa per entrambi. Le relazioni Cina-Ue “godono di un buon momento di consolidamento e crescita” al servizio degli “interessi di entrambe le parti e delle aspettative dei nostri popoli. Dovremmo lavorare insieme per sostenere lo slancio di crescita delle relazioni bilaterali”. Ha rimarcato inoltre che le due potenze “promuovono la multipolarità, due grandi mercati a sostegno della globalizzazione e due grandi civiltà che sostengono la diversità”, mantenendo le relazioni per la pace, la prosperità, la stabilità globale.

Dall’altra parte, però, i due leader europei non condividono appieno questa visione in quanto rimarcano che la relazione tra le due potenze ha degli squilibri che devono essere risolti per portare avanti queste nuove relazioni che si stanno instaurando dall’inizio dello scoppio della guerra in Ucraina. Le basi da cui partire – per la delegazione europea – di questa relazione sono i principi di trasparenza e reciprocità.

Inoltre, viene fatto notare come l’enorme surplus commerciale sia tutt’ora a vantaggio della Cina rendendo i mercati instabili e precari. Infine, viene confermato da parte dei due leader europei la condivisione sulla contrarietà del cambio dello status quo nello stretto di Taiwan attraverso l’uso della forza. Questi i punti essenziali, anche se ormai diamo per scontato che siano stati discussi anche i diritti all’interno dello stato cinese e delle regioni vicine. Anche se probabilmente risulteranno parole al vento.

Le dichiarazioni rilasciate dai presidenti di entrambi gli schieramenti sembrerebbero risultare vuote e di poco valore, annotiamo la ormai consueta retorica con la quale vengono pronunciati discorsi senza poi aver riscontri da un punto di vista fattuale. In mezzo a tutte queste parole però notiamo un cambio di paradigma dalle autorità europee, la necessità di menzionare gli squilibri commerciali e dei mercati potrebbe portare, finalmente, un riassestamento nelle relazioni che favorirebbero l’europa. Questo è un grande punto di partenza sul quale contare per un cambio di strategia delle più alte cariche del nostro continente.