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COP28 COP 28 DUBAI, CONFERENZA ONU SUL CLIMA

Esistono due fronti contrapposti in tema ambientale – non si tratta dei cattivi contro i buoni – quelli che vivono nella realtà e quelli che cavalcano le fumose nubi dellutopia. Per capire questa sottile ma non proprio irrilevante differenza basta ascoltare i dibattiti che animano conferenze, salotti televisivi e le ormai fondamentali stories social.

Due mondi contrapposti che non troveranno mai un punto di incontro costruttivo, perché se da una parte coloro che vivono saldamente nella realtà tengono conto di fattori importanti sotto il profilo sia economico che sociale, coloro che invece sorvolano l’etere delle loro illusioni non hanno la minima idea dell’impatto che le loro ricette provocheranno.

Ma andiamo con ordine. Si è svolta in questi giorni la Cop28, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti che sul buon vecchio greggio hanno costruito la loro fortuna. Ma a parte questo piccolo dettaglio, quello che emerso è appunto l’insanabile lesione tra due visioni contrapposte del futuro, che passa per due estremi, Al Gore da una parte e i paesi OPEC dall’altra. Pichetto Fratin sta nel mezzo, un po’ come Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari”, solo che Pichetto non è Clint, e le sue idee sono spesso un po’ confuse come sul tema nucleare.

Il vero scontro però alla Cop28 è stata sui combustibili fossili: tra chi all’apice di una apoteosi di disturbi convulsivi ne chiedeva l’eliminazione e chi invece ha fatto sommessamente notare che ciò comporterebbe l’armageddon economico mondiale. Ora nessuno nega l’interesse di questi paesi al mantenimento dello status quo e soprattutto dei combustibili fossili come fonte primaria, ma è altresì vero che nessuno è pronto oggi ad abbandonare una certezza per gettarsi nel gorgo dell’ ignoto. Perché prima di tutto è necessario essere onesti e lasciare da parte gli imbecilli e i fanatici – che di questi tempi abbondano – e ammettere che non esistono ad oggi tecnologie mature in grado di sostituire i combustibili fossili e che qualora vi fossero la transizione dovrebbe essere graduale, e avvenire in un lasso di tempo definibile in un quadro di lungo periodo.

Non come auspicato dall’Unione Europea dell’ex Commissario Timmermans e dal suo “Green Deal”, una follia senza precedenti e tipica di chi non ha la minima connessione con la realtà.

La barricata dei paesi OPEC è l’argine, l’unico concreto, che può impedire al fanatismo di prendere il sopravvento e all’economia mondiale di collassare sotto le urla deliranti degli ecofolli da ecoansie.

Strano ma vero in tempi grami come quelli attuali. Forse dovremo dire che grazie ai petrolieri l’occidente si salverà economicamente.