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Oggi a Roma ha avuto inizio la contro manifestazione del Partito Democratico che vede la discussione incentrata sulle politiche europee di giugno dell’anno prossimo, e sull’apertura del dibattito sulle iniziative da portare avanti e per cui battersi durante la campagna elettorale futura.

L’inizio però, non è dei migliori, anzi. I soliti discorsi vuoti e pieni di retorica l’hanno fatta da padrona nella mattinata di apertura della manifestazione. I nomi che compongono il dibattito sono i vecchi soloni democratici, e a detta loro sono persone illustri che aiuteranno a portare un cambiamento all’interno
dell’Europa.

Ciò che però mettiamo in luce, è come i paroloni pronunciati da queste personalità, che sono le solite figure che ormai hanno dominato la scena politica da 20 anni se va bene, si scontrano con il pensiero di voler mettere in risalto figure nuove e idee nuove. E qua sta la totale mancanza di differenza con le già viste manifestazioni del Partito Democratico.

Abbiamo sentito i discorsi di benvenuto che sembravano eterni e con una retorica che pareva di essere al teatro della Scala. Purtroppo, però, le idee da combattere sono sempre le stesse, pericolo di fascismo in primis, come se fossimo ancora all’inizio del XX secolo. La segretaria Schlein, che pensa di aver aperto gli orizzonti a tutto il PD con nuove battaglie politiche, è una brutta copia dei suoi precedenti, tanto che alcuni ospiti farebbero rabbrividire persino gli stessi elettori del suo partito (si spera). Addirittura, dal Nazareno arriva l’invito al governo di farsi dei nuovi amici in Europa che vadano bene ai signori socialisti.

Per concludere le prime due ore della manifestazione aggiungiamo le presentazioni senza dibattito, ovviamente, di Rosy Bindi e Lucia Annunziata. Con loro si è entrato nel fulcro di questi due giorni. Da una parte si è sentito un discorso di un’Europa che non funziona cercando di mettere in luce come il continente sia in una fase di declino per colpa degli altri, e non per colpa di quelli che, sottolineiamo noi, hanno indirizzato le politiche di tutti questi anni, cioè loro stessi.

Dall’altra parte siamo tornati a sentire la differenza tra capitalismo e democrazia. Come l’Europa abbia perso quella fonte di socialismo per cui era costruita e che, a detta loro, l’ha contraddistinta. Notiamo come questi discorsi non stiano né in cielo né in terra. Siamo ancora qui a sentire che l’Europa si è persa per colpa degli americani e degli inglesi, come fossimo spettatori di un destino che non ci apparteneva e non ci appartiene tutt’ora. Nel modo più umile possibile proviamo a fare una richiesta: sarebbe possibile uscire da questo cortocircuito che vi siete creati da soli?

Vogliamo però contribuire aiutando il Partito Democratico con delle idee basilari per i futuri “dibattiti”: più soluzioni e meno recriminazioni, e basta con questo fascismo, come ben evidenziato dal libro di Daniele Capezzone, ma anche basta con questo poco rispetto che mostrano per gli avversari politici. La politica è fatta, appunto, anche di rispetto non solo per le idee altrui ma anche per le persone che esprimono tai idee.

Ricordiamo, infine, che quello che conta sono le proposte e come esse possono aiutare a raggiungere gli obiettivi prefissati. I monologhi sono poco utili alla politica e alla situazione attuale del continente, che rischia di non trovare una via d’uscita a questi conflitti cui ci troviamo ad affrontare.