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Nel cuore di Roma, nell’elegante Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, a cinquant’anni dalla scomparsa, è stata organizzata una mostra in onore di J.R.R Tolkien. Cinquant’anni dalla partenza dell’autore e dall’avvento della prima edizione italiana de ‘Lo Hobbit’, questa mostra diventa il veicolo d’immersione nell’anima di un genio.

‘Tolkien: Uomo, Professore, Autore’, tutte le tre anime del genio vengono scoperte nei corridoi di Galleria Nazionale – non dimenticando che la mostra successivamente si sposterà. Le parole scaturiscono con l’ardore di un bardo, accoltellando il silenzio con la grandiosità evocativa di Mario Turetta, segretario generale del Ministero della Cultura. Emerge la figura di Tolkien, traghettatore della leggenda e della bellezza più pura.

Questa mostra non è un semplice affacciarsi sui capolavori noti come ‘Il Signore degli Anelli’, ‘Lo Hobbit’ o ‘Il Silmarillion’. No, è un’immersione totale, un viaggio senza tempo nelle profondità dell’anima di Tolkien, esplorando ogni piega del suo essere. E questo viaggio è reso possibile da un tesoro di documenti, immagini e testimonianze inedite, custodito in un scrigno altrettanto inedito. Non è solo un museo, è un santuario. Una rappresentazione letteraria, come dipinta dalle parole di Cristina Collu, Direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, che si erge come un faro, spingendo i confini della curiosità, aprendo le porte ad un turbine di domande che volano lontano, oltre gli orizzonti conosciuti.

L’accesso a questo spettacolo è libero, incluso nel biglietto d’ingresso ai musei. Dopo Roma, Napoli e altre città si piegheranno all’incanto di questa mostra, un omaggio all’amore che l’Italia nutre per Tolkien, un amore reciproco, poiché egli stesso confessò in una lettera: “Sono innamorato dell’italiano, e mi sento alquanto sperduto senza la possibilità di provare a parlarlo”.

Oronzo Cilli, il curatore di questo caleidoscopio di meraviglie, sottolinea il bisogno pressante di celebrare la capacità di Tolkien “di parlare a tutti, oltre ogni barriera di pelle, lingua, credo e cultura”. Un dono per gli amanti di Tolkien, che è divenuto oggetto di corsi e ricerche universitarie. Qui sorge la necessità di risvegliare e intonare i valori sepolti, sia personali che collettivi: il senso di comunità, l’abbraccio con la natura e la tradizione, ma anche l’onore, l’amicizia e il coraggio. Questa mostra aspira a sconfiggere le interpretazioni semplificate, uniformanti e politiche delle sue opere, come sottolineato dal Ministro Sangiuliano, per abbracciare la sua geniale lezione esistenziale.

John Ronald Reuel Tolkien è il fulcro di un viaggio di scoperta senza precedenti in Italia, nonostante mostre di rilievo siano state allestite in passato ad Oxford (2018), Parigi (2020) e Milwaukee (2022). L’ampiezza di questa traversata è testimoniata dalla partecipazione autorevole di istituzioni internazionali come l’Archivio Apostolico Vaticano, la Bibliothèque alpha dell’Università di Liegi, l’Università di Reading, l’Oratorio di San Filippo Neri di Birmingham, il Venerabile Collegio Inglese di Roma, la Tolkien Society, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la Fondazione Biblioteca di Benedetto Croce, la Biblioteca civica di Biella, le case editrici Astrolabio-Ubaldini e Bompiani, il Greisinger Museum di Jenis e la Warner Bros Discovery.

Questo Tolkien, custode di miti e leggenda, diventa egli stesso un mito. I suoi affezionati diventano poeti erranti, pronti a declamare e cantare le sue opere, per tramandarle attraverso i secoli.