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Insultare i cristiani é uno degli sport preferiti ai nostri giorni, non è una novità e già nel Vangelo Gesù metteva in guardia gli apostoli: “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi” ( Matteo 5,11-12) .

Ed oggi viviamo in un epoca che non è certo facile per i cristiani: ogni giorno in ogni dove nel globo terraqueo i cristiani vengono perseguitati, uccisi e imprigionati per la loro fede. Ma le persecuzioni si manifestano in molti e sofisticati modi, come avviene oggi in quella che noi definiamo società occidentale, e che sulla Cristianità fonda le sue più profonde radici e nel solco della cristianità ha trovato la sintesi tra il mondo occidentale (cultura classica) e mondo orientale (ebraismo – primo cristianesimo).

In Occidente oggi i cristiani sono oggetto – pur essendo una silente maggioranza – di un continuo bombardamento psicologico e la cultura dominante non perde occasione per lanciare dardi contro a tutto ciò che costituisce il modello di vita cristiano e che per lungo tempo è stato ed è ancora oggi il modello di società che noi riteniamo come nostra.

Il tentativo di scristianizzare l’Europa è in corso, ovviamente sul perché e sul come ciò avvenga si possono approntare una infinita sequela di interrogativi tanto di natura teologica, quanto di natura filosofica, ed in entrambi i casi ciò che verrà fuori è il più grande inganno dell’uomo, quello di credersi “homo-deus” fino al confine ultimo di ogni delirio di onnipotenza, quello della morte, e della presa di consapevolezza della finitezza umana, che rende autentica e dunque di valore ogni esistenza in quanto appunto finita. Ed il senso non è nella lunghezza, ma nell’ampiezza.

Ma la fragilità umana non è che il frutto della presunzione umana, e la colpa del cristianesimo – per dirla con i suoi detrattori – è quella di mettere in discussione tutta la debole struttura su cui si erge questa nostra società secolarizzata e consumistica, in cui ogni cosa perde il suo valore assoluto, in quanto questo valore è dato da particolari fattori e non dall’essere appunto uomini. E come può il Dio dell’amore, nemico e distruttore di idoli, non cozzare con una società fondata sul denaro e sugli “idoli”, su questi nuovi Baal che si ergono giorno dopo giorno e con le loro vacue illusioni affascinano e intrigano.

Come può dunque non entrare in rotta con tutto ciò una fede che mira all’autentico, alla vita vera, vissuta e riempita con uno scopo più alto… che va ben oltre la materialità. Non può. Così oggi l’attacco alla Cristianità si è spostato sul piano della banalizzazione, dell’irrisione non solo dei dogmi, ma anche delle stesse figure e tradizioni che animano la vita del cristiano.

Ora anche la politica di molte forze anti-tradizionali hanno preso di mira la tradizione e dunque il modello di vita e di famiglia tipico del mondo cristiano. La facilità con cui i cristiani vengono offesi e umiliati trova facilità nell’approccio del cristiano che si è via via consolidato, quello del “porgi l’altra guancia”, ben lontano dal “non sono venuto a portare la pace ma la spada” (Matteo 10,34) e neanche per usare una figura entrata nell’immaginario collettivo degli appassionati – grazie ad una delle più celebri lectio del Prof. Barbero – come Jean de Joinville, che raccontò come in una celebre disputa al Monastero di Cluny un vecchio cavaliere assestò un colpo con una stampella al Rabino che aveva sostenuto di non credere alla Verginità della Vergine che aveva partorito Nostro Signore Gesù Cristo. E per chiosare con le parole di Re Luigi il Santo, fermo restando che i non dotti alle dispute non devono partecipare, “i laici quando sentono parlar male della fede devono mettere mano alla spada”.

Diverso l’atteggiamento dell’Islam e dunque quasi intoccabile dai secolaristi che temono fatwe e vendette all’arma bianca da parte dei seguaci di Maometto, che non amano particolarmente che si parli o si sparli della propria fede. L’atteggiamento remissivo dei cristiani, invece di essere interpretato come una propensione a non temere il chiocciare delle dotte galline contemporanee, viene inteso come debolezza e talvolta purtroppo lo è.

Così i simboli religiosi cristiani sono oggetto di attacco,violenze, atti blasfemi e utilizzi impropri, e spesso vengono utilizzati per campagne pubblicitarie che offendono e non poco la fede dei cristiani. Ricorderete una celebre campagna apparsa nella Capitale qualche anno fa che metteva in scena un Gesù con in evidenza la propria virilità in presenza di un bambino; le parate sceneggiate delle femministe; dalla “vagina in processione” alle Madonna Blasfeme, fino al Gay pride veri e propri, coacervi babilonici del cattivo gusto in salsa “Sodoma e Gomorra”, in cui le parodie volgari e la dissacrazione sacrilega diventano parte dello spettacolo. Il tutto dinanzi ad un silenzio dei cristiani ai quali è fondamentalmente richiesto di sopportare.

Il Natale ovviamente è uno dei momenti in cui persino la mediocrità, la banalità e l’inconsistenza tentano di farsi illuminare di luce riflessa, essendo incapaci di emanare luce propria. Questo è il caso di +Europa, partito così inesistente che quasi non ne ricordavamo l’esistenza, che ha deciso di confermare le ragioni della sua inconsistenza con un post offensivo sul Natale, in cui si dileggiava l’idea della famiglia tradizionale utilizzando l’immagine della Vergine Maria, e facendo leva sulla più becera iconografia libera globalista.

Il minuscolo partito ha avuto il suo attimo di notorietà, venendo travolto dai commenti ripugnati di tutti, ma resta il concetto alla base di tutto: è facile insultare i cristiani, ed è ancora più utile sminuire e umiliare la tradizione in un mondo che demolisce tutto senza saper costruire nulla.