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Il Presidente Meloni a Hiroshima per il Vertice G7

In un mondo sempre più multipolare, parlare di “centralità dell’Occidente” diventa ormai difficile. Anzi, saremmo degli ipocriti a pensare che ricoprano una assoluta centralità l’Europa, gli Stati Uniti e con essi le democrazie del mondo. Questo a causa dell’avanzamento delle dittature, con le quali abbiamo a che fare e che costituiscono sempre di più quella fazione alla quale il mondo libero si oppone per valori e sistemi di diritto.

Cina, Russia e Iran. Tre dittature che, talvolta sebbene abbiano interessi contrapposti su specifici temi, sono legate da un obiettivo: ergersi a nuovo polo mondiale antagonista agli Stati Uniti e all’Europa. Ergersi non solo grazie alla forza economica, ma anche a un nuovo sistema di diplomazia internazionale totalmente disinteressata ai diritti umani e volta esclusivamente alla depredazione delle ricchezze dei paesi.

Pechino, Mosca e Teheran propongono non solo un nuovo sistema economico alternativo al dollaro, ma anche un sistema politico opposto allo stato di diritto delle liberaldemocrazie. Mettono a tacere il dissenso; la violenza dello Stato perversa ed è rivolta contro tutti coloro che mostrano dissenso; le elezioni non sono previste e la volontà popolare è schiacciata. Sembrano inscalfabili tanto che dovremmo sperare in alcuni eroi… che a guardar bene, ponendo più attenzione, forse però già abbiamo.

Pechino, ormai da anni, ammutolisce ciascuna voce fuori dal coro. Chi tenta di distanziarsi dal Politburo di Xi ha vita breve… che siano persone illustri come persone comuni. E la repressione del dissenso non si verifica solo nel territorio cinese, ma anche al di fuori, come nel caso delle stazioni di polizia cinesi presenti anche nel nostro territorio. Non tutti, però, accettano questa condizione. Un esempio è il magnate Jimmi Lay, che da dicembre è sotto processo presso la Corte di West Kowloon a Hong Kong per le accuse di “collusione con forze straniere”. Finanziatore di alcuni media pro-democrazia, da fine 2020 è in carcere perchè finanziatore di un giornale, AppleDaily, chiaramente anti-Pechino e sostenitore delle proteste dei cittadini di Hong Kong nei confronti della volontà cinese di annettere presto l’isola. Bene hanno fatto, quindi, l’Unione Europea, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti a chiedere l’immediato rilascio. La pressione internazionale, come nei casi che vedremo successivamente, è quell’arma, anzi l’unica arma, che l’Occidente ha.

Il secondo grande nemico della libertà è ormai la Russia di Putin, che in seguito all’invasione del territorio ucraino ha perso ormai ogni possibilità di rafforzare i rapporti commerciali e diplomatici presenti precedentemente. Gli oppositori a Mosca, coloro che vogliono rimarcare i propri diritti di protesta, sono ormai sempre più silenziati. Le speranze ormai perse dei cittadini russi sono ben esemplificate dall’assenza di leader anti Putin. L’unico che rimane ancora celebre in Occidente è Alexei Navalny. Dopo il tentativo di avvelenamento che ha subito in Germania nell’agosto 2020, l’attivista pacifico è tornato in Russia il 17 gennaio 2021 ed è stato subito arrestato con una condanna di 19 anni con accuse tra cui finanziamento e incitamento all’”estremismo” e “riabilitazione dell’ideologia nazista”… un grande minestrone tanto per gettarlo in carcere e buttar via la chiave. Le ultime notizie sul conto di Navalny fanno ancor più paura: dal 5 dicembre non si hanno più notizie sul suo conto…

L’ultimo teatro di violazione dei di ogni diritto umano e violeza è Teheran, dove la polizia morale dell’ayatollah Khamenei ha ormai azzerato ogni urlo di libertà. E le urla di libertà provengono in particolare dalle donne iraniane, i cui diritti sono stati cancellati in ogni maniera. L’islam imposto dallo Stato ha reso le ragazze iraniane eroine della libertà. Una di loro, Narges Mohammadi, ha ricevuto quest’anno il Nober la pace. Simbolo di libertà e della lotta per i diritti, con lei si riconoscono tutte quelle donne che ogni giorno nelle strade di Teheran lottano per la propria libertà.

L’Occidente davanti al massacro che i diritti umani stanno subendo in tutto il mondo non può rimanere fermo. La libertà degli individui e i loro diritti sono l’arma dell’Europa e degli Stati Uniti contro le dittature che stanno avanzando inarrestabili.