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WOLFGANG SCHAUBLE

Il 26 dicembre 2023 è scomparso a 81 anni Wolfgang Schauble, storico Ministro delle finanze tedesche e certamente uno dei politici che, da più di mezzo secolo, ha segnato la storia politica della Germania. Nato a Friburgo in Brisgovia, nella Germania sud-occidentale, Schauble ha l’“Ars” politica nel sangue: infatti suo padre, Karl Schauble, membro del partito CDU ( Unione Cristiano-Democratica di Germania), fu deputato del Parlamento del Baden- Wurttemberg dal 1947 al 1952.

Con una forma mentis economico-giuridica, Wolfgang Schauble fu uno dei protagonisti delle trattative che portarono, durante gli anni della riunificazione, a seguito della caduta del muro, alla fusione con la Repubblica Democratica Tedesca, nonché uno dei sostenitori del ritorno di Berlino a capitale della Germania. Possiamo considerarlo come uno dei politici che più di altri ha posto le basi per il ritorno della grande Germania.

Esponente di spicco del partito CDU (lo stesso partito di cui fece parte il padre), Schauble fu considerato il “delfino” del Cancelliere Helmut Kohl, di cui fu Ministro degli Affari Speciali e capo della cancelleria, oltre che, successivamente, Ministro degli interni, Presidente della CDU e spalla nel progetto di adesione alla moneta unica europea.

Vittima nel 1990 di un’attentato che lo costrinse per sempre alla sedia a rotelle, fu il mentore politico di Angela Merkel, di cui fu Ministro delle Finanze fino al 2017 e Presidente del Bundestag fino al 2021.

Denominato il “Falco”, ha contribuito a gestire la crisi del debito dell’ Eurozona attuando una severa politica di austerity e praticando dei profondi tagli (da qui il soprannome citato poc’anzi) al fine di ridurre il debito pubblico. Ora è in primis la Germania ad essere obbligata al sostegno economio statale per le proprie imprese, che non crescono più come tempi addietro.

Rigida politica economica non apprezzata in particolar modo dalla Grecia, che rischiò di essere portata fuori dalla moneta unica. Fu un profondo europeista e sostenitore di una maggiore unità fra i Paesi membri, ritenendo che proprio l’Europa sia il vero collante per una crescita maggiore dei singoli Stati.