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Era prevedibile, direte voi cari lettori. E non avete torto. Che Elly Schlein alla guida del PD non avrebbe saputo che pesci pigliare era prevedibile. Ma la schizofrenia che guida il Nazareno, ecco a tale livello era difficile prevederla.

Come in un limbo tra due fuochi – e con forse una via d’uscita – la segretaria del PD per smarcarsi dal passato voleva riavvicinare il partito alle masse popolari – definerle “proletarie” è forse anacronistico. Insomma, voleva allontanarsi da quel grigiore lettiano, curandosi però d’altra parte di mantenersi ben distante da Giuseppe Conte. E alla fine, nella confusione più totale, Elly ancora oggi non ci ha capito una mazza.

Quello che è avvenuto ieri durante le votazioni in Parlamento è emblematico. Schizofrenia allo stato puro. E non è una novità. Il verbo di Elly è “votiamo, pensiamo, parliamo in maniera diametralmente opposta al Presidente del Consiglio”. Come se, per vedere in crescita le penose intenzioni di voto a favore del Partito Democratico, l’unica soluzione stia nel fare tutto ciò che la Meloni non fa. Finchè questa è la stella polare della Schlein, siamo sicuri nel dire ch la Meloni è ben salda a Palazzo Chigi.

Tornando appunto a quanto accaduto ieri alla Camera, si tratta dell’ennesimo voltofaccia del Partito Democratico. I partiti del governo, insieme a Italia Viva, Azione e +Europa, hanno votato insieme la risoluzione che prevede di “continuare a sostenere, in linea con gli impegni assunti e con quanto sarà ulteriormente concordato in ambito nato e Ue nonché nei consessi internazionali di cui l’Italia fa parte, le autorità governative dell’Ucraina anche attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari”. Il PD ha deciso di non sostenere la causa ucraina pur di fare l’opposto di quanto fatto dal governo, così si è astenuto sulla mozioni del fu Terzo Polo, eccetto per tre deputati, ossia Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Marianna Madia. La spaccatura al Senato è stata ancora più considerevole (Dario Parrini, Filippo Sensi, Pier Ferdinando Casini, Simona Malpezzi e Valeria Valente hanno votato in dissenso).

Allo stesso tempo, però, sempre ieri – e qui attenzione perchè fa molto ridere – il PD si è astenuto sulla risoluzione del M5S che prevedeva lo stop all’invio delle armi in Ucraina. Gioco facile capire che non c’è alcuna logica nell’astenersi sia sulla mozione dei Cinque stelle che chiedeva lo stop all’invio di armi sia sulla mozione del terzo polo che, invece, chiedeva al governo di mantenere gli aiuti a Zelensky. Elly ma che combini?