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Paola Cortellesi sull’onda del successo cinematografico ha dato sfogo al fondo del suo barile ideologico nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico alla Luiss. La registra/ attrice infatti non paga del dibattito in corso sulle derive che la cultura woke ha prodotto –  tant’è che persino la Disney ha dovuto fare marcia indietro rispetto alla scelta di esserne il megafono – si è fatta promotrice di un discorso dai toni pro-woke proprio sul ruolo delle fiabe e sul dovrebbero essere cambiate.  Come sempre accade, la propaganda femminista, come quella LGBTQ mette nel mirino le fiabe, i cartoni, e in esse intravede uno strumento per influenzare l’opinione pubblica e indottrinare i bambini. 

Affermare che Biancaneve “faceva la colf ai sette nani” può far ridere in qualche spettacolo dalla satira stantia e con poche pretese ma non può essere accettato da persone dotate di raziocinio e sentimenti. Casi come assai forzato è affermare che “Siamo sicuri che se Biancaneve fosse stata una cozza il cacciatore l’avrebbe salvata lo stesso?” significa perdere di vista il messaggio delle fiabe e sottostimare non solo l’intelligenza dei bambini ma sopratutto i reali insegnamenti che essi – come tutti noi –  dalle fiabe hanno saputo trarre e traggono tuttora. Sconvolgere l’infanzia non è la risposta alle sfide del presente, deformare il mondo dei bambini non è non potrà mai essere una soluzione dagli effetti positivi. 

Nel suo folle intervento la Cortellesi non ha risparmiato la povera Cenerentola rea infatti di aver perso la scarpetta e dunque di essersi innamorata di un uomo che l’ha riconosciuta attraverso la scarpetta, storpiando la fiaba e anche la versione Disney in quanto non è il Principe che per riconoscerla necessita della scarpetta, ma non solo nel simbolo della scarpetta è insito un concetto di riscatto verso “la matrigna” ma anche e sopratutto di chi brilla di luce propria ed è unica nella sue bellezza. 

Il vero pregiudizio è proprio di chi come la Cortellesi guarda alle fiabe con le lenti della propria ideologia, volendo poi imporre quella ideologia e il retro pensiero condizionato agli altri, limitando anche la libertà di ognuno. 

Il segreto delle fiabe risiede nella morale ed esse in verità cozzano con un mondo che di morale non vuole sentirne parlare, ma distorcere le fiabe è la forma più oscurantista che possa essere concepita.  Dispiace che ciò sia avvenuto all’inaugurazione dell’anno Accademico dell’Università Luiss, in quanto propio l’università luogo di pluralità , di confronto dovrebbe tenere lontani posizionamenti ideologici radicali, anche sopratutto alla luce  della deriva fanatica che ha investito le università amaricane e ha distrutto il sistema educativo degli Stati Uniti. 

Per questo è ancora più folle che alla luce di tutto ciò possa esserci qualcuno che brama di trascinare il nostro paese dentro le fauci di quest’incubo.