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Le mode sono passeggere, questo si sa. A volte però vediamo le novità con troppo ottimismo, alimentando il rischio di diventare ciechi. In questi ultimi anni si è parlato molto di veicoli elettrici. Il mercato era esploso, ricordate?

C’erano alcuni segnali di un’avanzata infrenabile dell’elettrico, come lo stop alla produzione di auto a benzina in Europa dal 2030 oppure anche lo sviluppo incredibile di Tesla, che da sola aveva raggiunto un valore superiore a quello dei suoi cinque maggiori concorrenti messi insieme. Sembrava che nulla potesse evitare all’elettrico di prendere il sopravvento. Però la realtà è ben diversa.

Nonostante i generosi incentivi statali, l’elettrico non convince i consumatori. Nell’ultimo trimestre le vendite sono aumentate solo dell’1,3% negli Stati Uniti e alcune aziende stanno pensando di fare “marcia indietro”. Il caso più eclatante è quello di Hertz, un’azienda leader del mercato per il noleggio auto che solo nel 2021 aveva annunciato l’acquisto di 100.000 Tesla. Stupisce quindi la decisione di cedere un terzo della sua flotta di veicoli elettrici negli Stati Uniti (più di 20.000 automobili) e reinvestire in auto a benzina.

La compagnia giustifica questa scelta a causa della bassa domanda e dagli elevati costi di riparazione delle auto a batteria. Hertz ha dichiarato che “si aspetta che questa azione bilanci meglio l’offerta rispetto alla domanda attesa di veicoli elettrici», più debole rispetto alle aspettative.

Insomma – per farla breve – dopo grandi aspettative, incentivi statali e ottimismo generale, la realtà è un’altra. L’elettrico ha ancora molte problematiche e le persone preferiscono di gran lunga auto a combustione termica più affidabili.

Questa operazione non è di poco conto, avrà ripercussioni sul mercato, se non altro per questioni di immagine. Hertz aveva raggiunto una flotta formata all’11% da veicoli elettrici di cui l’80% erano Tesla. Ora viene deciso di cambiare rotta poiché, come sempre, al di là delle parole dei politici, chi decide davvero sono i consumatori.