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JEREMY SCOTT DIRETTORE CREATIVO MOSCHINO CHIARA FERRAGNI IMPRENDITRICE VALERIA CONSORTE PANTENE

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto nuove regole sugli influencer, focalizzandosi sulla trasparenza delle pubblicità sui social. In seguito ai recenti scandali che vedono coinvolta l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni nel caso del Pandoro in collaborazione con Balocco, il rischio di cadere in pubblicità ingannevoli, a scapito degli acquirenti, non potrà più essere considerato un semplice “errore di comunicazione”.

L’influencer è un lavoro a tutti gli effetti, che dagli anni 2000 in poi è stato a lungo oggetto di discussione, per l’altissimo engagement delle sponsorizzazioni, salvo il bassissimo rischio nella responsabilità di promuovere i contenuti pubblicizzati. L’Agcom, che dagli anni 90 opera nel settore, ha riconosciuto l’importanza dell’aggiornamento dei parametri e delle regole a cui il mondo degli influencer deve rigorosamente attenersi.

Una pubblicità occulta (o occultata) è a tutti gli effetti una calunnia a danno di chi opera regolarmente nel mercato: a soffrire di questa crisi di credibilità e trasparenza, è possibile che possano diventarlo le associazioni benefiche e no profit, che rischiano di diminuire i loro profitti a causa di una massa di persone (followers) che da fidelizzate diventano diffidenti.

Parallelamente ai nuovi provvedimenti, l’inchiesta giudiziaria a Milano coinvolge Chiara Ferragni e Alessandra Balocco per presunte irregolarità nel progetto del pandoro pubblicizzato sui social. Le nuove linee guida che saranno applicate in Italia, impongono agli influencer con un numero di seguaci complessivo >1 milione, di evidenziare la natura pubblicitaria dei contenuti in modo riconoscibile, con misure per le comunicazioni commerciali e la tutela dei diritti personali, pena di chi non esegue le nuove direttive, una multa che può arrivare fino a 250mila euro per pubblicità irregolari, e a un massimo di 600mila euro per danni a scapito dei minori.

L’inchiesta in corso coinvolge procuratori da tutta Italia, con i fascicoli diretti a Milano. Il contratto, con un cachet di un milione per Chiara Ferragni, è legato a un pandoro promosso con fini benefici il cui ricavato sarebbe stato devolto per intero al Regina Margherita per sostenere le cure dei bambini, salvo che quella somma fosse già stata versata a prescindere dal reale guadagno del progetto di marketing. Per questa ragione, l’Antitrust ha multato le società coinvolte per presunte pratiche ingannevoli. L’inchiesta cerca di ricostruire la genesi dell’iniziativa e valutare se sia stata commessa truffa.

Chiara Ferragni, mai senza madre che la fa da “tutrice” in questa fase delicata del processo, è ufficialmente iscritta nel registro degli indagati, collabora con i legali per dimostrare buona fede. Gli #adv dichiarati e le sponsor non bastano più, la pubblicità occulta è una vera a propria truffa del mondo social, e chi la opera sarà messo alle strette con le nuove regole.