Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Taiwan's Vice President William Lai arrives to attend the inauguration of Paraguay's President-elect Santiago Pena, in Luque, Paraguay August 14, 2023. REUTERS/Cesar Olmedo

Nella giornata di oggi si sono svolte le elezioni presidenziali a Taiwan. Seppur così lontano da noi occidentali, i taiwanesi hanno mostrato cosa ancora significhi essere un paese democratico. William Lai, candidato del Partito democratico progressista (Dpp), ha vinto le elezioni presidenziali.

In attesa dell’annuncio ufficiale, il candidato You ha già ufficialmente ammesso la sconfitta. Allo scrutinio del 98% delle schede il leader del partito al governo ha ottenuto 40,2% delle preferenze, piazzandosi davanti a Hou Yu Ih del Kuomintang, partito filo cinese, prendendo il 33,4% e a Ko Wen Je del Partito popolare di Taiwan. Questo risultato consegna al partito di governo il terzo mandato consecutivo, risultato storico per questa piccola nazione.

“Grazie a queste elezioni, Taiwan ha centrato una vittoria per la comunità delle democrazie”, queste le prime parole del vincitore delle elezioni William Lai. “Ci congratuliamo con Taiwan per aver dimostrato ancora una volta la buona salute e l’ottimo funzionamento del suo sistema democratico che, insieme a un’economia di libero mercato e a una società civile frizzante, la rende un modello per l’Indo-Pacifico e una risorsa per il mondo”. Sono queste le prime dichiarazioni fatte da alcuni componenti dei governi dei paesi baltici.

Il voto mostra come le mira cinesi continuino a non far breccia nella maggior parte dei cittadini dell’isola. Infatti già durante l’apertura dei seggi venivano riportati nei media schieramenti di navi cinesi lungo lo stretto come ad intimare quale futuro possa attendere la nazione. Nonostante ciò i cittadini hanno scelto il loro futuro senza condizionamenti.

Questo fatto pone per il futuro due aspetti che risultano decisivi anche per noi. Da un lato l’isola potrà sicuramente contare ancora sul sostegno americano ed occidentale, avendo in cambio un apporto non indifferente nel contrasto al monopolio cinese sulle materie rare e sui
semiconduttori così da non trovarci di nuovo dipendenti da un’unica nazione, come con la Russia per il gas. Dall’altro, questa scelta pone la Cina in un contesto di preallarme. Per il 2050 la Cina ha intenzione di riconquistare il prestigio degli anni d’oro, E ciò è accompagnato anche dalla riconquista dell’isola di Taiwan. Finora i cinesi hanno cercato di mantenere un approccio il più diplomatico possibile, anche se sono numerose le dimostrazioni di superiorità militare manifestate nel corso del 2023; queste elezioni possono contribuire ad aumentare il convincimento cinese nella riconquista armata dell’isola.

Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione. Sperando che queste elezioni non scatenino un aggravio delle già alte tensioni che si registrano in tutto il globo.