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FREGATA MISSILISTICA VIRGINIO FASAN NAVE MILITARE DA GUERRA MARINA MILITARE

Diciamolo chiaramente: l’Italia non ha partecipato al raid contro gli Houthi perché noi siamo la patria del farraginoso, del parlamentarismo estremo e la negazione della prontezza. Non si tratta, come qualcuno ha scritto, tanto di “provincialismo” o di mantenere una posizione neutrale, ma semplicemente di avere una disfunzionalità costante che purtroppo si riflette sulla nostra capacità di reagire e di difendere i nostri interessi commerciali che sono minacciati dai ribelli yemeniti. Per intervenire il governo avrebbe necessitato del voto parlamentare, con tanto di dibattito in mondovisione. Nulla che possa coincidere con un’azione fulminea e decisa.

Non mancano ovviamente coloro che plaudono alla nostra non partecipazione, ignorando che nell’impossibilità di partecipare si annida l’essenza della nostra debolezza. Una condizione che ci trasciniamo e che purtroppo ha inciso negativamente sulla nostra azione internazionale.

Difendere i propri interessi anche con la forza, mostrare i denti, non solo per abbaiare, ma anche e soprattutto per mordere, non vuol dire perdere il ruolo di interlocutore internazionale in grado di mediare, ma solo di essere un paese con la forza di agire e difendere i propri interessi, senza appaltarli ad altri. Ancora di più in un’area che è “nostra” – o meglio lo era – per definizione, ed invece con buona pace dell’on. Quartapelle noi dovremmo avvolgere sotto la nostra ala il nostro ex impero, perché noi verso le nostre ex colonie, in cui abbiamo portato benessere, infrastrutture e soprattutto il nostro stile “umano”, tanto da essere rimpianti, abbiamo anche una responsabilità e degli interessi che dobbiamo tutelare.

Questo significa dotare il governo della capacità di agire e di essere in grado di essere attore della storia e non mero spettatore. Abbiamo inviato una prima unità navale e ne invieremo una seconda per scortare i mercantili, ma qui non è una questione di contenere il problema, ma di estirparlo, prima che il conflitto si ampli e di più che diventi economicamente insostenibile per noi occidentali (il costo dei nostri armamenti è nettamente superiore alle armi low cost degli Houthi).

Se vogliamo essere una nazione rispettata dobbiamo mostrarci degni di quel rispetto e non lo si ottiene né con le bandierine arcobaleno (quelle della Pace un po’ vintage) né trascinando il governo in un dibattito parlamentare sterile e utile solo a mostrare la miopia di quelle forze politiche che vaneggiano società idilliache fondate sull’amore fraterno. Dobbiamo conquistarcelo con le nostre azioni, dimostrandoci un paese in grado di proteggersi e di colpire ogni ostacolo sulla propria strada, capace di essere mediatore laddove è giusto mediare, e risolutore nei casi in cui non ci sia altra via e non esiste altra scelta.

Questo è il gioco, questa è la legge della storia, queste le regole per giocare in seria A. Vogliamo giocarci, a noi la scelta. ‎