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GUIDO CROSETTO MINISTRO DIFESA

In una circolare pubblicata dal ministero della difesa, si annuncia che da oggi tutti i dipendenti possono
adottare l’identità alias. Ovvero, la possibilità di registrarsi ad un ente o un’azienda con il nome o il genere
con cui ci si identifica, a prescindere dal fatto che se tutto questo corrisponde o no al vero.

La divulgazione del documento si pone come finalità quello di “promuovere il riconoscimento dei diritti della persona in transizione di genere per i dipendenti dell’Amministrazione della Difesa, al fine di eliminare situazioni di disagio e forme di discriminazioni legate al sesso, all’orientamento sessuale e all’identità di genere”. Il Ministro Guido Crosetto, ad una domanda postagli in merito all’argomento su X, si è pronunciato totalmente estraneo alla vicenda, sostenendo di non essere stato informato da chi di dovere.

In seguito a tutto questo, il cofondatore di Fratelli di Italia ha risposto così: “Lo scopro ora e non avendolo visto suppongo non sia stato coordinato né con il Segretario generale (da cui dipende la Direzione) né con Gabinetto o Ufficio Legislativo. Il direttore ha probabilmente ritenuto che l’applicazione del contratto
collettivo lo esimesse da condivisione”. La proposta, ha trovato un netto dissenso da parte di associazioni come Pro Vita e Famiglia, la quale chiede un duro intervento da parte del Ministro Crosetto su temi come “l’identità alias”, i quali non hanno evidenze ne scientifiche ne giuridiche; e a tutto il governo di assicurare che provvedimenti puramente ideologici non vengano mai approvati.

L’identità alias è solo uno dei tasselli dell’agenda LGBTQ che da anni sta cercando di deviare la normalità verso nuove forme. Non è accettabile che un governo simile approvi queste misure