Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Elly Schlein non è portata per la politica, e di certo non è un profilo adeguato alla tipologia di leadership che è oggi richiesta alla sinistra italiana in questa determinata fase storica. Più volte ha dato prova in questi mesi da segretario di errori puerili e mancanze gravi, che se all’inizio potevano essere perdonate nel segno di una lenta configurazione nel nuovo ruolo di segretario (segretaria) oggi non possono più esserlo. 

Ogni giorno Elly Schlein da prova della sua incapacità a gestire un ruolo che richiede una personalità forte, coraggio, determinazione e una visione. Tutti dettagli inesistenti nel carnet della Schlein. Per non parlare delle sue doti oratorie – inesistenti- che la vedono preda di giaculatorie prive di senso, un vocabolario in burocratese ricercato, l’incredibile macedonia di aggettivi per comporre un periodo vuoto e sciatto.  Forse più che l’armocromista un bel investimento andava fatto in una bella scuola di retorica o per essere più moderni di public speaking – fa più States –  per insegnare alla segreteria il componimento del periodo, ed un po’ di tecniche efficaci. Si sa se non ha il dono ti devi arrangiare e ingegnare.

Ma la Schlein preferisce leggere dal suo computer manco fosse l’amministratore di condominio che legge i preventivi per il rifacimento della facciata, e lasciare stampa e pubblico in un silenzio sconcertato con le sue massime sugli “‘specchi riflessi”.  

Di certo Elly Schlein non ha grande fantasia e non ha una visione, peccato che la campagna per Obama di cui è stata attivista nel 2007 non ha saputo trasmetterle il desiderio di essere compresa attraverso una buona dialettica, unica nota politica  positiva dell’ex Presidente USA.  Ed invece nulla, meglio sfornare frasi a caso, sulla “ peggiore destra”, “ Meloni peggio di Berlusconi” e battute su “ pistole” e “ quadri” cercando di risultare simpatica, impresa assai ardua per lo più.

Il complesso di inferiorità che palesemente dimostra verso il Presidente del Consiglio non facilita il suo compito e le provoca un evidente disagio e fa aumentare le insicurezze di una leader ignorata dai suoi stessi. Nulla a che vedere con Giorgia Meloni che oltre ad essere leader di ferro del suo partito, lo è anche della colazione di centrodestra, mentre Schlein non riesce a mettere insieme neanche le anime interne al suo partito.

Mentre Giorgia Meloni alla sua destra ha dato una visione, dei principi, e un orizzonte politico, Schlein non riesce a far capire che sinistra sia la sua. Talvolta sembra l’imitazione farlocca dei dem d’oltreoceano, roba alla AOC, altre volte la formula domenicale dei laburisti di Corbin. Tutte formule perdenti.  

La sinistra-sinistra alla gente non piace, la sinistra radicale ancor meno, quella liberal moralista moralizzante rinchiusa nella ZTL neanche a parlarne. Allora “Che fare?”  direbbe il buon vecchio Lenin, ma Elly non è Ulianov e poi un secco “ Che fare?” è una domanda troppo patriarcale per una leader moderna che punta ad un modello inclusivo, basato sul modello del centro sociale, ma con l’outfit dell’armocromista e i cineforum dove vedere pellicole sul disagio. 

Ah si, perché la Segretaria per giustificare la sua assenza dalla prima giornata di ritiro nella SPA di Gubbio in cui i deputati Pd si sono rinchiusi, prima –  o meglio ci hanno provato perché la maggior parte sono fuggiti – ha detto che è andata a vedere Kripton di Francesco Munzi.

Il destino della segreteria del Pd passa dalle europee e se alla fine si candiderà riuscirà per la prima volta a fare qualcosa che possa essere identificato come un’azione concreta e concettualmente limpida,  anche se dall’epilogo probabilmente politicamente tragico sarà per lo meno qualcosa.  Resta solo un dubbio se Schlein alla fine accetterà il duello con Giorgia Meloni e dunque dimostrando  almeno un po’ di coraggio, andando incontro al proprio destino per lo meno combattendo. Ma si sa: politica e cuor di leone  non è sono cose da tutti