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President of the Russian Federation Vladimir Putin

A quasi due anni dall’inizio del conflitto che sta inevitabilmente segnando la storia dell’Europa, quello tra Russia e Ucraina, che, in una prospettiva di lunga durata, potrebbe vedere l’”Armata Rossa” come vincitrice, Vladimir Putin, lo “Zar” russo, sta continuando la sua opera di “corteggiamento” nei confronti del continente africano, ritenuto fulcro fondamentale della strategia globale della Russia.

Un corteggiamento, quello del Cremlino nei confronti del continente nero, iniziato lo scorso luglio, durante il Vertice Russia-Africa, nel quale Putin si è offerto di fornire grano ai Paesi africani più vulnerabili, intendendo inviare fino a 50mila tonnellate di grano a Burkina Faso, Zimbabwe, Mali, Somalia, Eritrea e Repubblica Centrafricana nei prossimi mesi.

Secondo molti esperti, infatti, da ormai parecchi mesi, la diplomazia russa sta attuando una delicata operazione di espansione della propria influenza verso l’Africa per controbilanciare il sempre maggiore distacco e deterioramento delle relazioni con l’Occidente, a causa dell’invasione dell’Ucraina, e per insediare un maggior numero di basi militari, al fine di veder garantito e rafforzato il proprio potere. Inoltre, obiettivo del Cremlino è quello di costruire nuove centrali nucleari, incrementare la vendita di armi (la Russia, ricordiamo, è il principale fornitore di armi per l’Africa, annualmente ne rappresenta circa il 40% delle vendite), e cercare di essere il principale conduttore delle risorse naturali offerte dal continente africano.

Tuttavia, è necessario precisare che questa influenza russa nei confronti dell’Africa sembrerebbe limitata a pochi Stati di questo territorio, Stati caratterizzati da una forte instabilità interna, dall’impoverimento causato da leader dittatoriali e autoritari che, conseguentemente, generano una scarsissima legittimità interna. Putin, infatti, sta sfruttando il malcontento del continente africano nei confronti dell’Occidente, ritenuto quest’ultimo manchevole di attenzione nei confronti delle problematiche che attanagliano alcuni paesi dell’Africa (come, per esempio, la Repubblica Democratica del Congo).

Nel frattempo, dopo svariati colloqui diplomatici, i militari russi si sono insediati stabilmente in Niger, espandendo la loro autorità per tutta la fascia del Sahel, nell’Africa Subsahariana e, è notizia degli ultimi giorni, la Russia e la Repubblica Centrafricana hanno avuto dei colloqui al fine di stringere un’alleanza per la creazione di una nuova base militare russa nel Paese. Notizia confermata da Alexander Bikantov, Ambasciatore russo a Bangui (la capitale della Repubblica Centrafricana), che ha precisato in una nota che si sta procedendo con la selezione del luogo nel quale verrà edificata la suddetta base militare, oltre a puntinalizzare il notevole miglioramento delle condizioni di sicurezza nel Paese dopo aver stretto il legame con la Russia.

Quali saranno le conseguenze geopolitiche di questa alleanza, Russia-Africa, per il giovane Continente e, soprattutto, per l’Occidente?