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ELLY SCHLEIN SEGRETARIA PD ALESSANDRO ZAN POLITICO PD

Da tempo che non si faceva sentire Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico, celebre per le sue battaglie a favore del mondo LGBTQ. Non se ne torna a parlare per le sue attività parlamentari o altro che potesse elevare la sua persona. Bensì da oggi è in libreria con “E noi splendiamo, invece” (Sperling&Kupfer) e il problema dell’Italia, così lui scrive, è l’odio.

Durante l’intervista al Domani, diretto da Fittipaldi e di proprietà di De Benedetti, l’Onorevole Zan si è lasciato andare alle solite dichiarazioni contro la destra, i sovranisti e coloro che il DDL Zan non l’hanno votato. Parla, sempre nell’intervista, di una necessaria “mobilitazione democratica” contro la destra italiana che “occupa la Rai e le istituzioni per comprimere spazi di democrazia”. Mamma mia come brucia la sinistra da quando non può mettere più i suoi nei vertici delle istituzioni… E tra le varie follie dette rispondendo alle domande della giornalista Daniela Preziosi, l’ultima perla – prima di chiudere l’intervista – è l’accusa nei confronti “Meloni, Salvini e i loro” per aver normalizzato l’odio. Sarà che forse viviamo noi in un altro paese, ma non crediamo che le strade italiane siano intrise di odio. Non crediamo che una persona omosessuale, oppure con una provenienza non italiana, o perchè no in grave difficoltà economica, sia picchiata, malmenata o insultata per strada. Saremo noi a vivere in un altro mondo.

Caro Alessandro Zan, viviamo in un paese civile anche se non è stato approvato il DDL che portava il suo nome. Piuttosto sa che, se fossi una persona LGBTQ, proprio con lei sarei indispettito. Perchè il suo disegno di legge avrebbe si probabilmente garantito una leggera protezione in più per per coloro che si riconoscono nella sigla LGBTQ, ma l’ha posta come una battaglia di suoi meri interessi politici, cercando di dividere il prima possibile i favorevoli dai contrari – senza cercare una conciliazione (dimenticando che siamo un Paese molto sensibile su temi simili) – e inserendo tra le norme anche il tema del gender nelle scuole. Ecco, se forse non si fosse fatto invaghire dalla fama politica, proprio le persone che le chiedevano un aiuto ora avrebbero un pezzo di carta in più per la loro tutela.

Invece, il buon Alessandro Zan ha voluto inserire dentro il disegno di legge tutto quello che poteva inserire, allontanando i più sensibili dalla sua approvazione. Ma, vien da pensare, non è che il suo obiettivo era proprio quello di farsi rimbalzare il disegno di legge così da fungere la vittima della destra brutta cattiva omofoba?