Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

COMMEMORAZIONE DELLE FOIBE NEL QUARTIERE TRIESTE MANIFESTAZIONE FIORI LAPIDE COMMEMORATIVA IN MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOIBE

Accusata da sinistra di utilizzare la storia come gioco politico, la maggioranza di centrodestra sembra finalmente decisa a togliere quella vergognosa onorificienza che nel 1969 lo stato italiano riconobbe a Josip Broz Tito, presidente della Yugoslavia.

Con lo sfaldamento del fascismo in Italia e quindi il crollo delle forze armate italiane, l’Istria venne occupata dalle forze comuniste yugoslave di Tito. Una volta assunto il potere, Tito ordinò condanne e uccisioni sommarie per i collaboratori del regime fascista. Anche tanti italiani, anziani, giovani, madre e padri di famiglia furono condannati a morire solo perchè, appunto, italiani. Ha dell’incredibile, è vero, che il nostro paese nel 1969 – precisamente il 2 ottobre – abbia riconosciuto a Tito l’onorificenza di Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. Si tratta dell’onorificenza più alta prevista dagli ordinamenti di benemerito internazionali. Il Presidente Saragat decise, come alla fine i difensori attuali dell’onorificenza a Tito sostengono, che il presidente yugoslavo meritasse questo riconoscimento per il contributo dato dalla Yugoslavia alla fine del nazismo. Però la storia non si fa solo guardando una parte. Sopratutto quando di mezzo ci sono dei propri connazionali che sono stati barbaramente uccisi.

Andiamo al presente. Oggi, in Commissione Affari costituzionali verrà discussa la proposta di legge, il cui primo firmatario è Walter Rizzetto (FdI), per togliere l’onorificienza al boia Tito. Finalmente, verrebbe da dire. Tutti insieme, destra e sinistra, contro chi ha perpetrato morti e sangue in nome di un’ideologia, verrebbe da dire. No, fermi tutti. Non è così. In Italia ci dividiamo anche innanzi a un fatto acclarato, ossia che cittadini italiani inermi sono stati lanciati nelle foibe, lasciati marcire lì solo perchè italiani. La sinistra infatti, pare che non voterà questa norma perchè, stando alle parole di Gianni Cuperlo, “questi sono terreni su cui non conviene muoversi con superficialità, perchè si rischia di non comprendere la complessità della storia di quelle terre”.

Ormai siamo abituati: quando la sinistra inizia a parlare di “complessità”, è il modo preferito per buttare la “palla in tribuna”. Non mettiamo in dubbio che quella parte di storia debba essere oggetto di studio (peccato che nelle scuole italiane neppure un’ora di storia viene dedicata a questo tema, chissà perchè…), di analisi che non si fermino alle relazioni illustrative che anticipano una proposta di legge… Ma, addirittura, c’è chi, come l’On. Zaratti (Verdi e Sinistra, ergo Bonelli, Soumahoro e Fratoianni), nega ciò che è avvenuto, ossia l’uccisione sommaria di migliaia di italiana accusati ingiustamente di aver collaborato con Mussolini e i suoi, adducendo la motivazione all’assenza di una condanna per crimini contro l’umanità nei confronti di Tito.

Difficile comprendere questo anti-italianismo. Perchè qui non si tratta nè di destra nè di sinistra, neppure di essere patrioti o progessisti… è una questione di umanitarismo. Rendere giustizia alle vittime e alle famiglie delle vittime del comunismo titino è il compito che ogni parlamentare della Repubblica avrebbe dovuto – ben prima di oggi – realizzare.