Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

GUIDO CROSETTO MINISTRO DELLA DIFESA

L’allargamento del conflitto medio-orientale, con gli attacchi missilistici degli Houthi dello Yemen contro le navi mercantili nel Mar Rosso, ha arrecato un grave danno agli scambi commerciali mondiali con la conseguenza della modifica delle rotte marittime per raggiungere l’Europa, non più attraverso Mar Rosso e Mediterraneo ma circumnavigando il continente africano arrivando nei porti atlantici europei.

Uno dei paesi a subire i maggiori danni di tale ritorno al passato del commercio via mare è proprio l’Italia. Il Belpaese rischia di essere così estromesso dal commercio internazionale dal momento che non possiede nessun porto che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Per evitare conseguenze negative sul piano economico, l’Italia ha un grande interesse nel far si che non venga abbandonata la rotta marittima Mar Rosso-Canale di Suez-Mediterraneo ed è per questa ragione che in questi giorni è stata presentata la missione militare Aspides, che vedrà impegnata l’Italia nel Mar Rosso insieme a Francia e Germania a difendere il passaggio delle navi da attacchi missilistici e dunque riportare sicurezza nei traffici marittimi.

Sicurezza, quest’ultima, che è venuta a mancare in questi mesi, dal momento che il lancio di missili di produzione iraniana non ha creato grandi danni effettivi, ma ha aumentato i costi economici, come quelli assicurativi, portando le compagnie di navigazione a preferire il dirottamento dei traffici a maggiori costi assicurativi.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani commenta come la Missione Aspides “sarà un intervento militare a difesa delle navi mercantili italiane. C’è un crollo nel traffico mercantile, noi siamo un Paese esportatore e abbiamo il dovere di difendere le nostre navi. Non facciamo la guerra a nessuno ma difendere le nostre navi è un dovere della Repubblica e del governo”. Con il suo commento il Ministro degli Esteri italiano ribadisce come tale operazione abbia esclusivamente un carattere difensivo ed in tale passaggio possiamo scorgere la differenza con la missione “Prosperity Guardian”, attraverso la quale gli angloamericani bombardano attivamente le postazioni degli Houthi al fine di scoraggiarli nell’intraprendere attività missilistiche e per farlo non aspettano di essere attaccati.

Tale differenza di azione è riconducibile al fatto che Washington non vuole perdere la sua leadership derivante dal controllo degli scambi commerciali, che avviene prevalentemente via mare, e per continuare ad essere egemone la geopolitica insegna come il controllo dei colli di bottiglia, “maritime choke points” nelle popolazioni anglofone, ovvero quei passaggi di mare stretti e obbligati in cui le navi devono passare per potersi spostare tra mari e oceani diversi come lo stretto Bab al-Mandab tra Yemen e Corno d’Africa, sia necessario per continuare ad essere l’impero principale su scala globale. Di ciò ne sono consapevoli gli Houthi ed è per questo che compiono tali azioni, al fine di sfidare direttamente l’egemone e così da farsi conoscere nello scenario globale.

Con il lancio della Missione Aspides, e la messa a disposizione di due navi della Marina Militare insieme a Francia e Germania, l’Italia dimostra di essere un attore consapevole delle sue necessità strategiche nel campo geopolitico e la protezione del commercio marittimo nel Mar Rosso è condizione essenziale per continuare ad avere peso nello scacchiere internazionale. La scelta della postura difensiva e di non unirsi all’operazione anglo-americana di azione diretta permettono di mantenere un profilo basso, così da non impantanarsi negli enormi rischi che tale conflitto medio-orientale nasconde.

Di Andrea Palandrani