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8 MARZO, SCIOPERO E CORTEO STUDENTESCO GLOBALE TRANSFEMMINISTA PROMOSSO DA NON UNA DI MENO. MANIFESTAZIONE FESTA DELLA DONNA. CARTELLO GENDER EQUALITY

Non c’è mai limite alla follia. Nel Regno Unito, più di trecento scuole hanno deciso di non utilizzare più sostantivi e pronomi che fanno riferimento al sesso maschile e femminile. Per non urtare le sensibilità altrui, con una penna si elimina tutta la grammatica inglese, eliminando pronomi maschili e femminili.

Come se non bastasse, nella circolare, vengono esortati i docenti e gli operatori scolastici a rinunciare agli appelli che identificano il genere a favore di quelli neutri. Tutti questi istituti hanno anche sottoscritto un programma con un’associazione dei diritti lgbtq+ inglese, la Stonewall. Solito schema: pressing sui professori – immaginiamo che non tutti siano in linea con questa grande ideona – e collaborazioni con chi promuove l’agenda LGBTQ.

Presto tutto il programma, o in parte, sarà applicato nelle scuole in questione. Oltretutto, per aver sottoscritto tale programma, le scuole devono pagare circa 100 euro all’anno come quota di partecipazione.

La cosa desta qualche preoccupazione, soprattutto perché si sta cercando di convincere dei ragazzini, ma anche bambini, che quello che si è, sia sbagliato. Per carità, ognuno è libero di sentirsi chi preferisce, ma che vengano invitati gli operatori a non usare dei pronomi o dei sostantivi per non urtare la sensibilità degli altri, è qualcosa di francamente allucinante.

Sono questi metodi coercitivi e assurdi che rendono di certo più ardua la convivenza delle diverse visioni su questo tema. La libertà di espressione è da sempre il marchio dell’Europa, soprattutto del mondo aglosassone, però sembra che la direzione intrapresa sia totalmente il contrario.