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La crisi nel Mar Rosso, in particolar modo quella del canale di Suez, sta avendo un impatto enorme. I dati parlano chiaro pe ril commercio marittimo: danni per circa 8,8 miliardi di euro. Parliamo di 95 milioni al giorno di cui, 35 milioni per l’impatto sull’export e 60 milioni per mancati approvvigionamenti. Il tutto è avvenuto nell’arco di soli di due mesi: tra novembre 2023 e gennaio 2024.

Questo è quanto emerge da un’analisi fatta dal Centro Studi di Confartigianato che, oltre a calcolare i danni complessivi, rileva anche le gravi perdite sulle regioni: Lombardia, 12,9 miliardi, poi l’Emilia-Romagna (9,4), Veneto (5,7), Toscana (4,7), Piemonte (4,2), Friuli-Venezia Giulia (2)”. A chiudere la graduatoria sono Calabria (139 milioni), Molise (76 milioni) e infine, la Valle d’Aosta (50 milioni).

Tutto nasce da una escalation nel medio oriente da parte degli Houthi, ribelli provenienti dallo Yemen, che ha causato un crollo del 35% del transito delle navi che viaggiano dal Mar Rosso al Mar Mediterraneo. Il commercio estero italiano è legato soprattutto a paesi come Arabia Saudita, Cina, Giappone, India, Qatar, Iraq, Indonesia e Corea del Sud; il valore dei prodotti importati in Italia che transitano nel canale di Suez, rappresentano circa il 42,7% del commercio estero in Italia sul mare e l’11,9% del commercio estero in Italia. Dati che rendono l’idea di come “l’Italia sia uno dei paesi più esposti in seguito al blocco del transito delle navi nel canale di Suez”. Così ha spiegato Giordano Emo Capodilista di Confagricoltura in un’intervista rilasciata a Gambero Rosso.

L’incrementarsi di questa escalation determinerà sicuramente un aumento dei costi di trasporto a causa di una riduzione delle navi lungo il canale di Suez che, da 400 navi odierne hanno subito una ricaduta di 200/250 circa, e di conseguenza anche una diminuzione del traffico nei principali porti Italiani. Un’altra dei possibili cause che si determinerà, col persistere dell’escalation, è quella di avere prodotti sempre meno freschi, il che darebbe un’ulteriore percossa al Made In Italy. Sempre Come riporta Giordano Emo Capodilista: “con costi maggiori gli equilibri di mercato sono falsati e poi c’è il problema di velocità della consegna che è molto rilevante. Questa crisi va a pesare su una stagione già difficile per via della siccità, in un momento in cui l’inflazione stava finalmente scendendo, e che ora potrebbe rimettersi in moto”.

Sui possibili danni relativi all’export italiano si è espresso anche il presidente di Confartigianato Marco Granelli: “Gli effetti della crisi del Mar Rosso, sommati alla stretta monetaria in corso e alla riattivazione delle regole europee di bilancio, potrebbero avere pesanti conseguenze sulla crescita economica italiana. E’ indispensabile mettere in campo tutte le misure, a cominciare dall’attuazione del Pnrr, per alimentare la fiducia e la propensione ad investire delle imprese e scongiurare il rischio di una frenata del ciclo espansivo dell’occupazione”.