Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

ANNA MARIA BIGON POLITICO PD VERONA

Da molti anni ormai la sinistra cerca di additare i conservatori come dei retrogradi. Come delle persone che invece di guardare avanti, si guardano indietro, ignorando i cambiamenti che capitano attorno a loro. Ci sarebbero tanti esempi per smentire questa affermazione, ma ci limiteremo a fornire ai lettori l’ultimo fatto di cronaca.

In Veneto si è recentemente votato a favore del suicidio assistito. Se ne discute da tempo, la Corte Costituzionale in una sentenza recente lo aveva anche consentito (in determinati contesti) invitando la politica a “tappare” il buco legislativo. La proposta di legge non è passata, e c’era da aspettarselo forse. Il tema è controverso e non tutti i consiglieri erano favorevoli. Ciò che fa scalpore è che la legge non è passata per un singolo voto, e di chi era quest’ultimo? Qui la notizia si fa ancora più interessante, poichè stiamo parlando della consigliera del PD Anna Maria Bigon.

Mentre la sinistra si riempie la bocca di belle parole per attrarre consensi, i suoi uomini evidentemente la pensano in modo del tutto diverso. Come prima conseguenza del voto di astensione espresso dalla consigliera regionale Maria Bigon non è più la vicesegretaria provinciale di Verona del Partito Democratico.

I democratici stanno cercando di correre ai ripari, ovviamente nessuno vuole la responsabilità di quanto accaduto, di conseguenza assistiamo alla classica tecnica dello “scaricabarile”, in cui la responsabilità si trascina da un capo all’altro della dirigenza PD. Il segretario provinciale del PD Franco Bonfante – dopo averle revocato la delega di vice segretaria provinciale – ha commentato: “per il venir meno del rapporto di fiducia politica”.

Alla faccia del partito “democratico”…