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Il DDL capitali, approvato con modifiche al Senato il 24 ottobre scorso e in attesa di approdare alla Camera, è un disegno di legge emanato dal Governo Meloni al fine di modernizzare e rendere più efficienti i mercati di capitali italiani.

Il DDL è composto da 27 articoli, che trattano quattro macro-aree di grande rilevanza economica: il miglioramento del contesto normativo e regolatorio (più precisamente, riguarda la revisione e l’aggiornamento delle normative e dei regolamenti che governano i mercati dei capitali in Italia); il sostegno alle piccole e medie imprese; l’innovazione e l’internazionalizzazione e, infine, la tutela degli investitori.

ll DDL introduce una serie di modifiche al quadro normativo e regolatorio dei mercati dei capitali italiani, con l’obiettivo di renderlo più moderno e competitivo, mirando a ridurre le complessità procedurali e a semplificare i vincoli burocratici che spesso attanagliano le piccole imprese e le start-up. L’obiettivo principale è incentivare queste imprese a quotarsi in Borsa e utilizzare i capitali del mercato regolamentato per migliorare la propria competitività.

Uno dei punti chiave del DDL capitali è sicuramente l’articolo 3, che tratta la dematerializzazione su base volontaria delle quote S.r.l., rendendole più semplici da gestire e trasferire, grazie all’identificazione tramite codice ISIN (International Securities Identification Number), il quale renderebbe le quote più trasparenti e consentirebbe una circolazione più agevole, conseguentemente facilitando l’aumento di nuovi investimenti nelle nuove strutture. La dematerializzazione delle quote potrebbe portare a minori costi di registrazione, maggiore trasparenza e facilitare la compravendita nel mercato secondario.

”Continuando sul percorso avviato con il disegno di legge per la competitività del mercato dei capitali, vogliamo rafforzare gli strumenti di finanza per la crescita, affinché il risparmio privato possa essere convogliato verso le imprese che vogliono investire”, così pochi giorni fa ha affermato il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il quale, dopo il DDL capitali, punta a rafforzare maggiormente gli strumenti finanziari al fine di ottenere un’ulteriore crescita economica e a rendere Piazza Affari sempre più appetibile.