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La cristianofobia aumenta e l’attacco alla chiesa cattolica di Santa Maria Sariyer a Istanbul n’è solo l’ultimo esempio. Domenica 28 Gennaio, Istanbul. Due uomini entrano con armi automatiche all’interno del luogo di culto, un uomo protesta e viene ucciso, gli altri si sdraiano a terra terrorizzati. La polizia turca ha arrestato i due assalitori. Per le autorità i due uomini sembrano affiliati all’ISIS e grazie a una fitta rete di collaboratori erano riusciti ad ottenere protezione e armi.

Il Papa ha espresso la sua vicinanza alla comunità della chiesa attaccata a Istanbul ma se guardiamo al passato non possiamo certo sperare che questa sarà l’ultima volta. In alcune aree del Medio Oriente, i cristiani sono oggetto di persecuzione a causa della loro fede. Gruppi estremisti, come quelli associati a movimenti jihadisti, hanno attaccato comunità cristiane, distruggendo chiese e mettendo in pericolo la sicurezza delle persone.

Nello stesso periodo dello scorso anno si erano verificati due gravi episodi di violenza contro i cristiani, in Congo e in Nigeria. Nel Nord Kivu (Congo) una chiesa fu attaccata da uomini armati durante la funzione domenicale con diciassette vittime accertate in un attacco di matrice jihadista. In Nigeria, padre Achi morì nell’incendio della sua chiesa appiccato da ignoti assalitori. Ad Agosto nella città di Jaranwala, Pakistan, nel distretto di Faisalabad, ventuno luoghi di culto vennero devastati da una folla aizzata dagli estremisti islamici. Centinaia di cristiani di Jaranwala sono stati costretti a fuggire, impauriti, dalle loro case prese d’assalto.

In passato regimi Ba’th in Iraq e Siria avevano esercitato una sorta di «protezione» sui cristiani. Invece oggi si apre la caccia alle loro proprietà ed alle Chiese. In Siria, gli emissari del regime impongono taglie ai cristiani abbienti. Le sopraffazioni favoriscono l’esodo, ingrossato pure dai giovani cristiani che rifiutano il lungo servizio militare. La guerra e l’illegalità mostrano come il favore del regime «laico» del presidente Assad verso i cristiani, nonostante l’atteggiamento sottomesso dei patriarchi al sistema, funzioni poco. Il Libano, tradizionale terra di libertà per i cristiani d’Oriente, resta solo un passaggio per gli esodi, a causa della grave crisi economica e politica. 

Il risultato è che i cristiani diminuiscono, scappano e chi rimane subisce l’intolleranza e il razzismo dei discendenti di Maometto. E mentre a Gaza si combatte per estirpare l’estremismo islamico, nel resto del Medio Oriente si combatte per l’omologazione a un unico pensiero, e se hai una visione, un pensiero o una fede diversa, allora diventi una minaccia da distruggere.