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Un filo conduttore della sinistra italiana dalla prima repubblica ad oggi è stato il tentativo di rieducazione delle masse, intervenire nella loro pedagogia, dunque concepire l’essere umano come razionale e tendente in maniera progressiva verso la fine della storia. Ma la storia dell’uomo dimostra proprio il contrario, di come esso sia tutt’altro che razionale, di come esso agisca per strappi e di ritorni al passato.

Tale tesi viene confermata proprio da coloro che la negano, ovvero dal PD. Difatti ciclicamente i dem, ogni qualvolta non sono al potere, tornano ad accusare la destra di far propri spazi pubblici e questa volta a farne le spese sarebbe proprio il primo servizio di informazione pubblica, ovvero la Rai. Probabilmente per gelosia, dal momento che i democratici vorrebbero tenere ben saldo il controllo dei mezzi di informazione. Astuta furbizia conoscendo il loro potenziale effetto sui cambiamenti della cifra culturale degli italiani.

D’altronde i capricci isterici della sinistra sono un classico quando essa perde il controllo della cultura e le lamentele nei giorni passati sulle nomine del Direttore del Teatro di Roma ne sono una dimostrazione.

Ma questa volta le posizioni della segretaria dem Elly Schlein vanno bel oltre e si vanno a collocare fra il comico ed il surreale, con l’annuncio di un sit-in programmato per il 7 febbraio sotto la sede Rai di viale Mazzini, “per denunciare quello che sta accadendo in Italia sull’informazione e per difendere la libertà di informazione”. Proprio loro che hanno monopolizzato le scelte in tema di informazione pubblica durante gran parte della storia dell’Italia Repubblicana.

Tali parole rievocano una strana malinconia per le proteste della vecchia sinistra su tematiche che almeno potevano essere definite reali e ricercate da una parte delle classi produttive. Citando Giovanni Sallusti “meglio i compagni rossi dei sinistrini annacquati”.

La scelta di tale data – con un giovedì grasso previsto per l’8 febbraio da calendario – fa pensare proprio che il Nazareno quest’anno abbia scelto di festeggiare il carnevale in anticipo, protestando davanti a quella che per anni è stata la sua seconda casa, ma potrebbe dimostrare anche l’ingenuità della segretaria che per indire tale rivolta dimostra di non sapere tutto quello che i suoi compagni hanno fatto del “cavallo”, utilizzando la Rai come un possedimento personale.

Ma questa volta in casa PD si rischia una grossa figuraccia, dal momento che molti di coloro che lavorano alla Rai sono stati nominati proprio dal Nazareno e anche perché nel giorno scelto molti di quei lavoratori saranno a Sanremo per seguire il Festival.

Una figuraccia già annunciata dal momento che la maggior parte delle forze politiche che dovrebbero comporre il campo largo di opposizione hanno declinato l’invito, dall’amico Conte a Calenda, quest’ultimo rimproverando come “i sit in li facevo a 14-15 anni”. 

Dunque una situazione che sa di commedia “tragicomica” e dove gli unici compagni che probabilmente rimarranno fedeli alla causa Schlein saranno Fratoianni  e Bonelli.