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ZONA 30 CARTELLI STRADALI LIMITE DI VELOCITA' SICUREZZA

Si sta discutendo molto del provvedimento del sindaco di Bologna Lepore che ha fissato a 30km/h il limite di velocità nelle vie del capoluogo emiliano. Non sarò qui a scrivere quanto sia inutile e fastidiosa questa operazione, ci ha già pensato la realtà che è più forte di tutto, di me e anche del sindaco Lepore. Voglio però concentrarmi sull’espressione “salvare vite umane”, sempre più utilizzata dai quei manovratori seriali delle nostre vite che vi fanno ricorso per difendere a spada tratta questa barzelletta. Inutile aggiungere che sarebbe tutto da verificare, nonostante questi signori la presentino come una verità assoluta. Proprio qui sta la pericolosità di utilizzare ad evidente sproposito un’espressione come questa per giustificare un qualsiasi provvedimento politico. Ad occhio, non credo che possa esistere alcun atto emanato da un governante pro tempore che sia capace addirittura di preservare la vita umana. Eppure il solo fatto di presentarlo come tale annulla sul nascere qualsiasi dibattito.

Non è certo la prima volta, è capitato anche in passato che altre misure che andavano a colpire la vita dei cittadini venissero lanciate al grido del “salviamo vite umane”. Vi ricordate i lockdown di Conte e Speranza? Chi osava sollevare dei dubbi e delle perplessità su quella misura tutta politica (non certo scientifica) era immediatamente bollato come un irresponsabile che voleva mettere a repentaglio la vita delle persone. Nonostante fossero stati ignorati i principi di proporzionalità e ragionevolezza, nonostante tesi impossibili da dimostrare, si perseverava con quel modo di fare schizofrenico, supportato costantemente dal mantra del “salviamo vite umane”.

Altro caso, ad esempio, è la legge 117/2018, che sancisce l’obbligo dei dispositivi anti abbandono sui seggiolini delle auto. Il costo di adeguamento, o meglio, la tassa (perché di questo si tratta) per una famiglia con due figli va dagli 80 euro circa a oltre i 200, un esborso importante e non previsto per i genitori che però non può essere contestato in alcun modo, altrimenti arriverebbe il manovratore di turno a spiegare che non si possono avere delle riserve su un provvedimento che salva la vita di vostro figlio. Capite bene che, secondo i nostri rappresentanti, le famiglie italiane potrebbero non essere in grado di salvaguardare il proprio figlio, quindi ci pensano loro a prevedere misure di sicurezza ulteriori. I dati (come spiegò perfettamente Nicola Porro in Le tasse invisibili) riportano che in Italia, negli ultimi dieci anni, siano morti per cause di abbandono dieci bambini. Sia chiaro, si sta parlando di immani tragedie, nessun può neanche solo immaginare di sostenere il contrario. Tuttavia, per una disgrazia all’anno si obbligano le famiglie e i produttori a milioni di euro di spesa nel loro complesso.

È tutto assoluto, tutto incontrovertibile, non c’è nessuna possibilità di esercitare la dialettica democratica su provvedimenti che sono e saranno sempre puramente politici. L’obiettivo è per altro sempre lo stesso: il rischio zero, irraggiungibile per natura come durante la pandemia. Il limite dei 30km/h, che ovviamente sta facendo luccicare gli occhi a molti altri sindaci green e inclusivi, è dunque solo l’ultima di una lunga serie. Si sta tentando di far passare una riduzione della velocità di questa entità come un fatto storico che servirà a ridurre gli incidenti mortali. Anche in questo caso i dati dimostrano che non c’è alcuna emergenza dovuta all’alta velocità nelle vie di Bologna, come in quelle di tante altre città. Credo che nessun bolognese, quando esce di casa, si veda passare davanti continuamente dei Max Verstappen.

Un tale stravolgimento della quotidianità non è solo follia, è anche irrispettoso nei confronti di coloro che, durante il giorno, non hanno certo del tempo da perdere. Le persone devono portare i figli a scuola, raggiungere i propri uffici, incontrarsi con i clienti e la risposta dei progressisti non può essere quella di andare lenti. Se vogliono, a 30 all’ora vadano pure loro insieme al sindaco Lepore, che evidentemente non ha nulla da fare. Nessuno si sognerebbe di impedirglielo. Così come nessuno dovrebbe permettersi di pianificare e regolare in questo modo le nostre vite quotidiane. Sarà anche vero che la libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella di qualcun altro, ma non dove iniziano le sue ossessioni.