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I leader europei sono convocati oggi a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario, dedicato prevalentemente agli aiuti per l’Ucraina ed alla revisione del bilancio a lungo termine dell’Unione europea 2021-2017.

Al di là, però, delle tecnicità, l’obiettivo dell’Ue era – dato che è stato raggiunto – garantire la coesione tra i paesi europei per quanto riguarda un ulteriore sostegno economico a Kiev. La posta in gioco poneva a serio rischio l’unità – e con essa il futuro – dell’Unione Europea. Negli ultimi mesi il pacchetto di aiuti economici di 50 miliardi destinati all’Ucraina non era mai stato ratificato perchè da Budapest provenivano veti insormontabili. Le speranze di un accordo erano tanto basse che diverse capitali europee avevano abbozzato la possibilità di un accordo a ventisei, escludendo di fatto l’Ungheria.

“Abbiamo un accordo. Tutti i 27 leader hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo di 50 miliardi per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. Cio’ garantisce finanziamenti costanti, a lungo termine e prevedibili per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilita’ nel sostenere l’Ucraina; sappiamo qual e’ la posta in gioco” scrive Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, sul suo profilo X. E l’accordo, che ne dicano i soloni della sinistra, è dovuto anche alla diplomazia del premier Meloni che, a differenza della sinistra italiana, non ha mai messo all’angolo il premier ungherese, anzi.

Nelle ultime ore prima dell’inizio del Consiglio Europeo è arrivata la notizia di come la superpotenza atlantica statunitense sia pronta a destinare 67 miliardi al governo Zelenski. Ciò non faceva altro che sollecitare un’unanime decisione europea con una “fumata bianca” alla fine del Consiglio Europeo, per dimostrare ancora una volta la compattezza del blocco atlantico.