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Dopo ottimi risultati sul PNNR e la conferenza Italia-Africa con la presentazione del piano Mattei, l’ennesima conferma del buon lavoro del governo è confermato anche dall’occupazione, che continua a raggiungere livelli record per il nostro paese.

I dati dell’Istat forniscono un quadro ottimo della situazione occupazionale italiana, nonostante l’inflazione che continua a stare sopra il livello del 2%, i tassi di interesse che non si apprestano a diminuire, le guerre che continuano a mettere pressione sulle filiere europee, e ora anche la protesta legittima del comparto agricolo.

Osservando i dati forniti, si nota che il tasso di disoccupazione è passato dallo 7,4% del mese precedente, allo 7,2% attuale. Inoltre, prosegue la crescita dell’occupazione, che coinvolge sia i dipendenti a termine, con 2 milioni 986mila, e gli autonomi, con 5 milioni 45mila. Il numero degli occupati, pari a 23 milioni 754mila, è superiore rispetto a quello dello stesso mese dell’anno precedente di 456mila unità, con l’incremento di 418mila dipendenti permanenti e 42mila autonomi a fronte della diminuzione di 5mila dipendenti a termine. Su base mensile, il tasso di occupazione e quello di inattività salgono al 61,9% e al 33,2%, rispettivamente.

I dati risultano essere molto confortanti, anche se qualcuno potrebbe obiettare che si è ancora nel rimbalzo dato dall’inflazione. Ma, se si equiparassero questi dati con le scelte del governo in materia fiscale, con i soldi in arrivo dall’Europa tramite il PNNR, e la chiusura del reddito di cittadinanza, si potrebbe dire che finalmente l’Italia comincia a correre, e che forse questo governo non sta facendo così tanti sfracelli come qualcuno dichiarava e dichiara ogni giorno.

Di sicuro non ci si deve illudere, perché non è oro tutto quello che luccica, ma il punto di partenza è buono, e come si dice in Italia, chi ben comincia è già a metà dell’opera.