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Ennesima dimostrazione di incoerenza dal leader di Azione: Carlo Calenda annuncia due nuovi esponenti in una conferenza stampa alla Camera. Si tratta di due ex 5 Stelle: Fabio Massimo Castaldo e Federica Onori.

“Vengono in Azione e lo fanno su un punto dirimente per noi, il sostegno all’Ucraina. Oltre a questo ci unisce l’europeismo. Per noi è un onore accoglierli”. Ha dichiarato così l’ex ministro dello sviluppo economico. Il movente della loro migrazione riguarda le posizioni che ha assunto il M5S in merito alla guerra in Ucraina, che evidentemente non sono state condivise dai due uscenti e che hanno fatto si che abbandonassero il partito fondato da Grillo per unirsi paradossalmente a quello del rivale Calenda.

In seguito alla vicenda, il Movimento 5 Stelle ha rilasciato un comunicato: “Buona fortuna a Carlo Calenda, il quale, dopo aver ripetuto all’infinito che il M5S è “un branco di scappati di casa” che “vanno cancellati dalla politica”, oggi accoglie fiero i due ex M5S Castaldo e Onori, sottolineandone i “curricula di grandissima qualità”. Ci tocca prendere le parti di Conte a questo giro: con Calenda “a scappare di casa” è al solito la coerenza. “Buona fortuna, infine, sia a Castaldo che a Onori – concludono i 5 stelle – per le battaglie che da domani combatteranno insieme a Calenda: per i tagli Rdc, per l’invio di armi a oltranza, per il ritorno alla prescrizione, per la legge bavaglio e le tante norme sulla impunità”.

Carlo Calenda non è nuovo nel fare queste figure: lo si è visto dall’alleanza con Matteo Renzi, il cosiddetto
“Terzo Polo”; o ancora prima, da quella con Enrico Letta, durata la bellezza di 5 giorni. Tornando ancora più indietro nel tempo, il leader di Azione aveva riferito che non si sarebbe candidato neanche morto alle
comunali di Roma: “Se io adesso utilizzassi il lavoro fatto sul tavolo Roma per candidarmi a fare il sindaco di Roma sarei un cialtrone” diceva nel 2018. Posizione che incredibilmente è riuscito a mantenere salda per un paio di anni, ribadendola anche in un’intervista fatta da Il Tempo nell’agosto del 2020, nella quale sosteneva di non farsi avanti alle elezioni perché impegnato a “dare vita a un partito per i popolari, liberali e riformisti”, dichiarando anche che nemmeno con l’appoggio del PD si sarebbe mai candidato. Insomma, anche con il passare degli anni l’onorevole Calenda non delude mai le aspettative.

Difficile, anche alla luce di questi fatti, farsi una rappresentazione mentale su quali siano le idee politiche di Calenda, visto che queste tendono continuamente a variare; e finché continuerà così, sarà molto improbabile intravedere un’ipotetica crescita di Azione nei sondaggi.