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Ecco a voi, cari lettori, un resoconto dell’attività parlamentare della settimana che sta andando a concludersi. Protagonisti della settimana sono stati il nuovo decreto ex Ilva ed il decreto legge Sicurezza energetica, fonti rinnovabili e ricostruzione territori alluvionati.

Giovedì 1° febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto ex Ilva per salvaguardare l’indotto economico generato dall’acciaieria di Taranto. Dopo che l’importante impianto siderurgico pugliese è entrato in crisi, tali effetti negativi si sono propagati sulle tante piccole e medie imprese che ruotano intorno all’importante stabilimento e che assorbono la maggior parte della manodopera locale. Queste ultime, con la diminuzione della produzione e la crisi finanziaria dell’ex Ilva, hanno riscontrato una diminuzione delle commesse lavorative e non hanno ricevuto molti dei pagamenti previsti ed è difficile che li riceveranno a breve dal momento che l’acciaieria entrerà in amministrazione straordinaria. Per tali ragioni e dunque al fine di evitare la scomparsa di un intero distretto economico che genererebbe una grave crisi economica per il meridione, il governo ha approvato un nuovo decreto ex Ilva. Esso prevede che per le piccole e medie imprese, che riscontrano difficoltà nell’accesso al credito per l’aggravarsi delle condizioni economiche delle imprese committenti che gestiscono uno stabilimento di interesse nazionale, sia previsto un accesso facile e gratuito al Fondo di garanzia. Con tale decreto il governo dimostra di voler tutelare sia l’interesse strategico nazionale sia il suo tessuto economico sociale, costituito da piccole e medie imprese spesso irradiate da grandi centri produttivi.

Sempre dalla giornata di ieri emergono importanti novità per quanto riguardo il settore energetico ed ambientale con la conversione in legge del Decreto-Legge energia. Esso conferisce più tempo alle autocandidature degli enti territoriali e della difesa per ospitare il Deposito nucleare dei rifiuti radioattivi, la nomina del presidente della Sicilia a commissario straordinario per la gestione dei rifiuti dell’isola con la possibilità di autorizzare anche impianti di termovalorizzazione. Inoltre, viene interrotto il contributo ai titolari di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza superiore a 20 kW.

Infine viene inserita anche la possibilità di individuare porti dove costruire piattaforme per l’eolico galleggiante.