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Le proteste dei trattori proseguono, gli agricoltori sono pronti per un’altra settimana di mobilitazione, “contestiamo le politiche agricole dell’Unione Europea, – affermano gli organizzatori – che mettono a rischio l’intero settore primario”. Andremo avanti nella protesta, finché – dicono – “non saremo ascoltati”. I motivi dei presidi sono ormai noti: il costo di materie prime e carburanti aumenta, mentre i prodotti finiscono sul mercato allo stesso prezzo. Tra le richieste, anche quella di ripensare alle misure sulla sostenibilità del settore agroalimentare. 

I cortei non si fermano; dalla Lombardia al Veneto, fino a Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. I manifestanti provenienti da tutta Italia sono decisi a raggiungere Roma, lungo la via Cassia: ‘’porteremo la nostra protesta nella Capitale”.

Piena solidarietà dal governo italiano, che è al lavoro  per fronteggiare i problemi presentati dagli agricoltori in rivolta, il primo provvedimento infatti, riguarda un incremento consistente dei fondi del Pnrr stanziati per l’agricoltura, che passeranno da 5 a 8 miliardi.  

“Proviamo a correggere in Ue politiche sbagliate, bisogna avere il coraggio di dire queste cose in Europa e noi lo abbiamo avuto, ci sono politiche sbagliate, purtroppo previste prima dell’insediamento di questo governo, e che noi stiamo chiedendo all’Europa di correggere rapidamente” è quanto dichiarato dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.  

Anche Matteo Salvini si schiera dalla parte dei manifestanti, attaccando le politiche distruttive dell’Ue, “hanno tutta la mia solidarietà perché pagare gli agricoltori per non fare il loro mestiere, per lasciare incolti i loro campi o pagare i pescatori per non andare a pesca è una follia tutta europea e quindi sono al loro fianco”. 

Il centro-destra è unito e deciso ad ascoltare e a tutelare i disagi legati al mondo agricolo, che da sempre è un tema caro alla colazione di governoi. Sul punto è intervenuta il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiarendo la posizione del governo: “abbiamo sempre incontrato gli agricoltori, abbiamo rinegoziato il Pnrr e abbiamo portato a 8 miliardi le risorse per il settore. Abbiamo rinnovato gli incentivi sul gasolio. Abbiamo fatto un grande lavoro anche per la difesa del cibo d’eccellenza, abbiamo un focus aperto dall’inizio del governo sugli agricoltori. Si può sempre fare di più e sono sempre disposta ad ascoltare le istanze degli agricoltori”.

Insomma, l’impegno del governo è massimo, e la ”calata su Roma” è chiaramente un segnale forte – che del resto coinvolge l’intera Europa – contro le politiche penalizzanti dell’Ue, per settore che fa fatica a sopravvivere nella concorrenza con mercati esterni, meno vessati e vincolati e dunque più competitivi.

L’Ue ha un’importante responsabilità nei confronti degli agricoltori, dovrà mostrare di aver compreso le proteste mettendo finalmente fine alle politiche stringenti, dare di nuovo respiro al mondo agricolo in difficoltà.