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Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni vola a Tokyo per cominciare i vertici bilaterali con i Paesi del G7, in vista dell’appuntamento diplomatico che si terrà in Puglia, a Borgo Egnazia, dal 13 al 15 giugno 2024.

Dopo l’edizione di Hiroshima, nella città simbolo del dramma atomico, l’Italia si incarica della Presidenza dell’evento in uno scenario geopolitico complesso, tra venti di guerra e le prossime elezioni europee che potrebbero mutare gli assetti e l’agenda delle istituzioni sovranazionali di Bruxelles.

Intrattenutasi con media e stampa locale, Meloni ha ribadito al rinomato Yomiuri Shimbun la propria ammirazione per il Giappone tra storia, cultura e tradizioni, le stesse che hanno unito Roma e Tokyo dalla seconda metà dell’Ottocento e, più recentemente, negli accordi siglati il 10 gennaio 2023 a Palazzo Chigi, quando di comune accordo il Presidente italiano ed il Primo Ministro Fumio Kishida elevarono la cooperazione tra i due paesi a “Partenariato strategico”.

Tra gli obiettivi del rinnovato vigore diplomatico tra Belpaese e Sol Levante il rilancio di una sincretica cooperazione in termini di sicurezza e geopolitica nel Pacifico, l’attuazione di partenariati industriali soprattutto nel settore militare, aereospaziale, tecnologico e della ricerca scientifica, oltre che in campo culturale tra cinematografia ed echi mishimiani, come ben ribadito dal Ministro Sangiuliano e dall’ex Ministro degli Esteri YoshimasaHayashi nel giugno 2023.

Meloni si è inoltre soffermata su alcuni dei temi cardine su cui si imbastiranno i lavori del G7, sottolineando l’importanza di aprire un dialogo sui rischi e le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale tra campi d’applicazione e scenari distopici che influenzerebbero società, economie e lo scacchiere geopolitico senza alcun codice di condotta e principi etici trainanti.

Nei dialoghi con la stampa nipponica il Premier ha ribadito la ferrea volontà di non continuare la strada della “Nuova via della seta”, affermando indirettamente il marcato atlantismo valoriale anche nell’area dell’Indo-Pacifico dove il revanscismo della Corea del Nord e le mire cinesi su Taiwan spaventano in primis lo stesso Giappone e la vicina Corea del Sud, da sempre “bastioni NATO” nella regione.

Infine, sulla politica dell’UE, il Presidente del Consiglio ha sottolineato la profonda centralità dell’Italia nelle istituzioni di Bruxelles, con il rilancio del “Piano Mattei” per il continente africano, significativi miglioramenti per le politiche migratorie e la convinzione che i movimenti politici di destra siano capaci di costruire un’Europa più vicina alle esigenze dei cittadini, rispettando le singole identità degli Stati-Nazione.

Italia e Giappone continuano a cementare le proprie relazioni, con uno sguardo vigile al futuro, al progresso ed alle sfide geopolitiche. 

Ha concluso Meloni: “Ribadisco il mio profondo apprezzamento per l’immenso lavoro che la Presidenza giapponese ha svolto lo scorso anno in un momento estremamente complesso, consentendo di mantenere viva l’attenzione sulle grandi sfide di oggi e per le quali daremo continuità con la Presidenza Italiana”.

Tra Meloni e Kishida si riflette un rapporto antico ed una forte convergenza di vedute, suggellando la consapevolezza che Roma e Tokyo siano più unite come non accadeva da decenni.