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La sempre attuale visione della libertà, alla base del pensiero liberale 

La filosofia di Immanuel Kant, uno dei pensatori più influenti dell’Illuminismo, ha lasciato un’impronta indelebile sul concetto di libertà. Attraverso la sua opera fondamentale, la “Critica della Ragion Pratica,” Kant sviluppa una visione profonda e articolata della libertà, delineando il significato etico e morale che essa assume nella sua filosofia.

Kant, nato nel 1724 a Königsberg, Germania, intraprese l’impresa di riformulare la teoria etica, fondando il concetto di libertà su basi razionali. Nella “Critica della Ragion Pratica,” pubblicata nel 1788, affronta la questione della libertà morale e la colloca al centro della sua dottrina etica.

L’Imperativo Categorico e la libertà

Centrale nel pensiero kantiano è l’Imperativo Categorico, un principio etico che sottolinea la necessità di agire secondo regole universali che possano essere applicate in modo coerente a tutti gli esseri razionali. La libertà, per Kant, è strettamente legata a questo imperativo e si realizza attraverso l’autonomia della volontà.

Secondo Kant, la libertà non è la capacità di agire arbitrariamente o secondo i propri desideri momentanei, ma è l’abilità di agire in conformità con le leggi morali che la ragione stessa si impone. La libertà, quindi, si basa sulla capacità di seguire la legge morale senza costrizioni esterne, guidando le azioni attraverso la ragione e l’autodeterminazione.

Libertà e Dovere Morale:

La connessione tra libertà e dovere morale è fondamentale nella filosofia kantiana. Kant afferma che l’esercizio della libertà morale richiede l’osservanza di imperativi morali, in quanto l’autodeterminazione responsabile si manifesta nell’adempimento del dovere. La libertà diventa così l’abilità di agire secondo principi universali, scelti autonomamente dalla volontà razionale.

La necessità della libertà nella morale

Kant sostiene che la libertà è un presupposto necessario per la morale stessa. Senza libertà, le azioni umane sarebbero determinate da cause esterne, annullando la possibilità di responsabilità morale. La libertà è quindi essenziale per il concetto di responsabilità morale e per l’attribuzione di meriti o colpe alle azioni umane.

In sintesi, per Immanuel Kant, la libertà assume un significato profondamente legato alla ragione e alla moralità. La “Critica della Ragion Pratica” offre un quadro concettuale che colloca la libertà nell’ambito della volontà autonoma e della conformità alle leggi morali universali. La libertà, per Kant, diventa l’abilità di autodeterminarsi moralmente, agendo in accordo con principi razionali che possono essere universalmente applicati. La sua visione della libertà rappresenta un importante contributo al dibattito filosofico sull’etica e sulla responsabilità morale. 

L’attualità del pensiero kantiano

La visione kantiana della libertà è estremamente attuale perché colloca questo concetto nella sfera della responsabilità individuale. Il singolo è responsabile delle sue azioni e delle loro conseguenze, avendo come riferimento un orizzonte morale comune a tutta l’umanità. Ciò fa di Kant il precursore del pensiero liberale, per cui i meriti e le colpe individuali non sono da attribuirsi necessariamente alla società, ma derivano dalla volontà del singolo di agire liberamente secondo regole universali riconosciute da tutti gi essere umani in quanto razionali.

Kant dà all’individuo la responsabilità della sua condotta, perchè essere razionale che condivide con il resto dell’umanità i valori etici ed i diritti fondamentali universali. Questa sua posizione è quanto mai attuale laddove si cerchi in ogni modo, da un lato di deresponsabilizzare l’individuo dalle sue azioni imputando alla società ogni colpa e, dall’altro viga la censura della libera espressione delle idee, del pensiero ed operato anche quando questo non arreca danno ad alcuno né vi siano i presupposti per l’incitamento a compiere atti disdicevoli. È la tipica censura becera dettata spesso e volentieri dal pensiero dominante del “politicamente corretto”. 

Kant, nelle sue tre Critiche, ci invita ad essere liberi: nella “Critica della Ragion Pura” libertà è osare nel campo della conoscenza, nella “Critica della Ragion Pratica” la libertà è il presupposto dell’agire morale e nella “Critica del Giudizio” la libertà regna sovrana a cominciare dalla libertà dell’immaginazione nell’espressione artistica.