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Ronald Reagan

Il 6 febbraio del 1911 nasceva, a Tampico, Illinois, Ronald Reagan, 40° Presidente degli Stati Uniti. Non era un politico di professione, anzi ha dovuto l’inizio della sua popolarità alla sua carriera di attore in numerosi film western. Furono proprio i western, in cui Reagan spesso interpretava l’eroe, che consolidarono nell’immaginario degli americani la sua figura di uomo giusto al momento giusto.

In un momento difficile per gli Stati Uniti dopo il trauma della guerra in Vietnam, che li vedeva avviarsi verso il tramonto, costretti a ritirarsi sotto i colpi della guerra fredda e delle contestazioni giovanili, Reagan ebbe la forza di parlare di riscossa e rilanciò il sogno americano. Diede voce alla maggioranza silenziosa degli americani, spesso snobbati ed esclusi dai programmi di quella sinistra progressista che, senza capirlo mai, lo accusò di essere un pericoloso estremista reazionario.

Sul piano politico trasformò il Partito Repubblicano in una moderna forza conservatrice, interpretando al meglio le idee di Barry Goldwater, uno dei più grandi pensatori conservatori americani che influenzò molto Reagan. La nuova direzione intrapresa dalla destra americana si può sintetizzare nella massima fusionista del “Defence, Fiscal, Social” che si ispirava a tre filoni politici e culturali fondamentali: il liberismo in campo economico, un forte patriottismo in politica estera e la difesa dei valori non negoziabili in politica interna. Su questi principi gettò le basi di quella rivoluzione conservatrice che investì gli Stati Uniti e non solo negli anni ’80. Grazie a questa piattaforma politica Reagan vinse le elezioni del 1980 e del 1984 e archiviò le fallimentari politiche del suo predecessore, il Democratico Jimmy Carter.

L’azione politica reaganiana è stata particolarmente incisiva in politica estera, caratterizzata da un forte anticomunismo e dalla consapevolezza del fatto che le democrazie occidentali non possono accettare alcun compromesso sul terreno dei principi con le autocrazie, e in economia, dove riaffermò la centralità dell’individuo, non solo come valore ma come ricetta economica vincente. I suoi insegnamenti risultano, a distanza di anni, ancora preziosi per tutti gli occidentali.