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La Fiducia Supplicans, cioè la dichiarazione del Dicastero per la dottrina della fede di dicembre approvata e firmata dal Papa e dal Prefetto Victor Fernàndez, com’è noto, ha provocato clamore e una spaccatura nel mondo della Chiesa.

Essa prevede la possibilità della benedizione di coppie omosessuali e di quelle etero non sposate o sposate civilmente al di fuori delle celebrazioni liturgiche ufficiali da impartire in poco più di “ dieci, quindici secondi”. La giustificazione con cui si motiva tale possibilità è che comunque i rapporti sessuali sono leciti solo nell’ ambito del matrimonio cattolico e che la condizione di omosessualità è disordine e quindi peccato. Le contraddizioni, le ambiguità di questo documento non sono poche dato che il Papa, ad esempio, così come anche scritto nella “ Fiducia Supplicans”, ha detto che si benedicono le singole persone non la coppia.

Si dà il caso che due persone che richiedono tale atto formino una coppia e quindi se da parte di questa non c’è una manifestazione di voler intraprendere un cammino di conversione rimanendo così nella stessa condizione, la benedizione non ha alcun valore. Le reazioni a questa dichiarazione non si sono fatte attendere e quelle più vivaci, contrarie sono state quelle della Chiesa africana che rigetta questa possibilità mentre in Europa le voci dissenzienti sono state di meno a parte in Olanda e da parte di qualche cardinale come il tedesco Gerhard Mueller. In Italia vescovi e cardinali non si pronunciano e ci si può domandare il motivo ed è la “ vicinanza” al Vaticano e poi il fatto che la Cei il cui segretario, il cardinale Zuppi, è allineato sulle posizioni del Papa più in generale.

Il papato di Francesco è oscillante e genera confusione nei cattolici soprattutto con quest’ultimo documento anche perché per le reazioni contrarie dei vescovi africani, ha acconsentito alla loro non benedizione. Si conferma così il fatto che la Chiesa più vivace, più ferma riguardo ai princìpi cristiani è quella africana e anche quella sudamericana al contrario di quella europea. L’errore di papa Francesco, è quello di non porre al centro la scristianizzazione dell’ Europa come invece il pontificato di Benedetto XVI e in questo senso il fatto che egli fosse rimasto Papa emerito è il segno della differenza di visione del ruolo della Chiesa e quindi a rimarcare il dissenso con il pontificato di Francesco che asseconda le nuove
tendenze di un certo pensiero oggi prevalente.